Questo sito, www.iltocco.eu, utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso. Leggi l'informativa per saperne di più.

Buona Pasqua: meglio l'uovo oggi o la gallina domani?

Categoria: Società
Pubblicato Domenica, 05 Aprile 2015 12:56
Scritto da Filippo Accordino
Visite: 823

Oggi il mondo cristiano riunito celebra la Pasqua, l'evento cardine sul quale si basa la fede. La Pasqua può avere un insieme di significati, al di là di quelli religiosi. È un momento di rinascita della natura per l'inoltrarsi della primavera e un po' come Natale e Capodanno può rappresentare l'occasione giusta per fare buoni propositi e riflettere sulla nostra vita. Molte religioni parlano di rinascita, ma è anche nei significati più semplicemente morali che possiamo trovare una chiave di lettura di quest'evento.
Oggi non tutto il mondo festeggia. Ci sono i martiri cristiani del 2015. C'è il terrorismo integralista islamico che cerca di imporsi con forza, molto più del passato e con una bravura magistrale nel codificare e trasmettere messaggi in grado di colpire l'opinione pubblica occidentale.
Se andiamo a pensare a tutto ciò, possiamo ritenerci fortunati. Viviamo in una terra tranquilla, nonostante i problemi di ogni giorno. Siamo in un'Europa che anche se non raggiunge ogni obiettivo, ci garantisce la pace. Possediamo un'identità che nessuno sta cercando di toglierci, nonostante le incertezze sul futuro. Siamo così abituati a dare per scontato tutto ciò, che non ci accorgiamo di quanto sia prezioso. Così distratti che a distruggere la nostra identità, ad alimentare problemi inesistenti o che potrebbero trovare facile soluzione, siamo noi stessi.
Dove è finito il nostro senso di appartenenza a una comunità? L'interessarci concretamente agli argomenti seriamente importanti e sui quali basare il nostro futuro? Siamo nelle mani di una "classe politica", se così possiamo definirla, completamente disinnamorata del nostro territorio, che ricopre un ruolo, ormai è un dato di fatto, solo perché si ritrova a farlo. Ma il guaio è che il pesce "fete dalla testa", a essere disinnamorati e con poca voglia di fare siamo un po' tutti. Pasqua, e in particolare la processione delle varette del Venerdì Santo, è l'unico momento in cui San Piero Patti si dimostra unito in un rito che almeno per una volta l'anno ci ricorda essere tutti parte di un unico insieme. Ma perché ciò non accade durante tutto l'anno? Ci troviamo in una situazione di apatia e disinteresse senza precedenti. Anzi, siamo distratti da discorsi di piazza intellettivamente poco elevati. Dovremmo pensare a trovare una soluzione allo spopolamento, alla mancanza di lavoro e opportunità derivanti, senza dubbio, da un disinteresse atavico di chi ci amministra, ma anche di tutti noi che forse abbiamo smesso di credere nel futuro. Preferiamo un uovo oggi alla gallina domani (non perché è Pasqua), distratti anche dalla triste mancanza di punti di riferimento. Non è solo la politica deficiente, ma anche la mancanza di altri stimoli che ci fa disorientare. O almeno, da parecchi anni si è innescato un processo al quale bisogna al più presto porre rimedio.
E con quest'ennesima riflessione, con un monito nel ribadire che stiamo percorrendo una strada buia e senza una meta, sentiamo la necessità di mantenere l'ottimismo e l'entusiasmo, augurando a tutti i nostri lettori i più sinceri auguri di buona Pasqua. Che possa essere non un semplice giorno rosso del calendario, ma l'inizio di un rinnovamento concreto e indispensabile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA