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Nel cantiere di "Progetto Paese" la Casa della Cultura

Categoria: Politica
Pubblicato Mercoledì, 07 Maggio 2014 15:15
Scritto da Filippo Accordino
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I consiglieri comunali di minoranza sono convinti: è l'ora di riprendere in mano il delicato settore edilizio, questa volta in chiave culturale. Non parliamo, ovviamente, di case popolari o altre colate di cemento. La "Casa della Cultura" poggia le proprie fondamenta sui beni immateriali e intangibili, storia, tradizioni e lingua che il gruppo consiliare ha intenzione di tutelare. Tutto questo sarà descritto in un piano per la cultura che la minoranza ha intenzione di presentare in consiglio comunale. 

Lo scopo è quello di fornire alla cittadinanza uno strumento di confronto e crescita culturale, un centro propulsore e creativo dove poter realizzare laboratori e corsi che si occupino della valorizzazione del territorio e dell'ingegno sampietrino con il coinvolgimento di scuola e realtà locale. Agricoltura, gastronomia, risorse energetiche e sviluppo sostenibile tra gli argomenti di cui il nuovo polo culturale sampietrino dovrebbe occuparsi, oltre alla promozione di attività musicali e di aggregazione.

Alla base del progetto, la necessità di valorizzare l'archivio storico di San Piero Patti, ormai chiuso al pubblico da un decennio, dove sono custoditi importanti fondi privati e innumerevoli documenti sulla nostra storia. Archivio che sembra essere stato completamente dimenticato dagli amministratori in seguito alla sua chiusura, nonostante nell'ultimo piano triennale per la valorizzazione dei beni culturali, redatto l'anno scorso, si indicava la struttura polivalente di Piazza Federico III d'Aragona come sito dove collocare e riorganizzare i fondi archivistici. L'idea, se realizzata, permetterebbe di sfruttare al meglio la struttura, attualmente adoperata solo per la realizzazione del Museo dei Vangeli e in altre sporadiche occasioni.

Tra progetti, proposte e necessità di dare una dimensione degna alle attività culturali nel nostro territorio, la cittadinanza attende fiduciosa, nella speranza che un giorno la cultura, intesa non erudizione ma strumento di crescita, possa tornare a essere al centro della vita di San Piero Patti, come accadeva in tempi di splendore quando costituiva il primo obiettivo di importanti istituzioni religiose e civili.