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Motta d'Affermo: domenica 21 giugno torna l'appuntamento con il Rito della Luce.

Categoria: Cultura
Pubblicato Domenica, 21 Giugno 2015 00:04
Scritto da Anna Macula
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Nelle culture passate la data del 21 giugno ha rivestito un'importanza notevole poiché a questa data si ricollegavano una serie di culti e riti atavici, officiati da sacerdoti per ricordare il legame esistente tra cielo e Terra, tra vivi e morti, tra Luce ed Ombra. Dal punto di vista astronomico, il 21 giugno è il Solstizio d'estate il giorno in cui il sole raggiunge la sua massima declinazione, il termine infatti deriva dal latino solstitium, parola che significa "sole che staziona" o "sole che si ferma".

Al giorno d'oggi, in un'epoca in cui l'uomo sembra aver perso il legame con la Terra e la spiritualità e vive nell'ombra generata dai propri fantasmi e dalle proprie paure, la fondazione Fiumara d'Arte di Antonio Presti si occupa di mettere al centro la Bellezza e l'Arte quale valvola di sviluppo, e di crescita per le nuove generazioni, della nostra terra siciliana.

In occasione del Solstizio d'estate la fondazione ripropone la sesta edizione del Rito della Luce presso la Piramide - 38° Parallelo di Motta d'Affermo, con l'intento di offrire l’ennesimo atto di devozione alla Bellezza, quella Bellezza che ha trovato nella resistenza il suo valore di differenza, la sua anima. La novità di questa sesta edizione risiede però nel fatto che la Piramide si trasforma da luogo simbolico di resistenza allapoliticaistituzionalechenonpromuovelaConoscenzacomevaloredifuturo,inluogosimbolicodiResilienza:unpeculiaretipodiresistenzache non si oppone e che, all’interno di una sua circolarità, resiste, rigenera e trasforma. Ѐ quello della Resilienza il cammino che Fiumara d’Arte intende percorrere a partire da questo momento.

Così il presidente della Fondazione, Antonio Presti, prosegue il suo impegno etico e civile nel territorio della valle di Halaesa, dove nel corso degli ultimi trent’anni ha creato il complesso scultoreo di Fiumara d’Arte, il più grande parco europeo di arte contemporanea a cielo aperto. Qui sorge Piramide38°Parallelo, alta trenta metri, orientata a nord-ovest e spaccata da una fessura da cui, al tramonto, penetra la luce. Non sono casuali le coordinate geografiche. Collocata proprio al38° parallelo, bilancia universalmente due opposti: da una parte la Corea, luogo di sofferenza e divisione, dallaltra la Sicilia che con la sua Piramide diventa un luogo di unità e di pace. La sua corazza in acciaio corten, un materiale che con il tempo si ossida fino ad assumere lo stesso colore ferroso della terra da cui sembra nascere, si raffredda al calar del sole. Ed è in quel momento che lopera di Mauro Staccioli comincia aparlareai visitatori. Prodotti dalle giunture che si raffreddano, si odono infatti crepitii ed echi, mentre al centro dello spazio si ritrova un percorso a spirale, simbolo di un viaggio iniziatico. Questo percorso, realizzato con imponenti pietre trovate durante i lavori di scavo, rafforza lanima della Piramide per restituire Bellezza e Conoscenza e, in questo 2015, anche Gioia di vivere.

L'importante messaggio che vuole lasciare ai presenti questa edizione del Rito della Luce è quello di riprendere ognuno di noi la fiducia nel futuro per superare il periodo di crisi in cui viviamo, perché come sottolinea Antonio Presti “l’unico modo per uscirne è quello di riconnettersi al futuro attraverso la spiritualità, che ci permetterà di ricontattare lo stupore, la meraviglia, la gioia.”

“Ѐ giunto il momento” – afferma il mecenate Presti - “di comprendere che non si può più prendere in maniera scellerata e sconsiderata dalla Grande Madre, la terra di Sicilia, ma che ora bisogna restituire a lei attraverso l’orgoglio di essere siciliani e il diritto alla cittadinanza con la cultura e la Bellezza. E che bisogna pure ringraziare. Restituendo rigeneriamo e rigenerando trasformiamo, e quindi dallo stato di depressione possiamo passare a quello di gioia. Il futuro, per l’essere vivente, così come per Fiumara d’Arte, dovrà passare attraverso il restituire, rigenerare, trasformare, suggellando il tutto con il ringraziamento”.