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Sapori&Ricordi (22). Il gelo di mellone

Siamo al ventiduesimo appuntamento con le ricette e, in coincidenza con la calda estate, ci vuole qualcosa di fresco! Niente di meglio del palermitanissimo “gelo di mellone” (le due elle perché, a Palermo, l’anguria viene proprio chiamata “mellone”). Si tratta di una specie di gelatina, o budino, che si fa con il succo dell’anguria. C’è chi dice che l’origine di questo dolce sia da attribuire alle popolazioni che dall’Albania vennero a stanziarsi nei territori siciliani in cui, ancora oggi, risiedono, nei quali, data l’abbondanza d’acqua, era possibile coltivare le angurie. Altri sostengono che furono gli Arabi ad inventarlo, arricchendolo con i colori e i profumi della Sicilia quali il cioccolato, il pistacchio ed il gelsomino. Comunque sia, questa è una prelibatezza alla quale non si può resistere! Nei miei ricordi di bambina c’è lo stupore e la meraviglia di quando, aprendo il frigorifero, gli occhi cadevano su quelle vaschette tutte schierate in bell’ordine e piene di questa colorata leccornia, preparata da una cara zia che, ogni estate, immancabilmente, ne faceva in abbondanza.

Naturalmente, come per ogni pietanza tradizionale, ogni famiglia ha la sua ricetta. Io ho voluto riprendere, naturalmente, quella della zia!

Ecco gli ingredienti:

ANGURIA : 1 ben matura
ZUCCHERO: 50 g. per 1 litro
AMIDO: 70 g. per 1 litro
CIOCCOLATO fondente: a piacere
PISTACCHI a granella : a piacere
ZUCCATA a dadini: a piacere
FIORI di GELSOMINO: una bella manciata

La prima cosa da fare, quando si ha intenzione di preparare il gelo, è andare in giardino a raccogliere una bella manciata di fiori di gelsomino! Si, perché bisogna metterli a bagno in una tazza piena d’acqua per circa un giorno intero! Quell’acqua, aggiunta al succo di anguria, darà al gelo un profumo particolare!

Fatto questo, tagliamo la nostra anguria privandola della buccia e di tutti i semi, poi passiamo i pezzetti al passatutto per eliminare tutti i filamenti. Ma, non contenti, filtriamo ulteriormente il succo attraverso un setaccio o, addirittura, un canovaccio a trama larga. Dobbiamo ottenere un succo limpido e trasparente! Conclusa questa operazione, per la verità un po’ fastidiosa, aggiungiamo la famosa tazza di acqua di gelsomino e misuriamo la quantità di succo ottenuto. Mettiamolo in una pentola e assaggiamolo per vedere quanto è dolce, così potremo dosare la giusta quantità di zucchero. In genere se ne mettono circa 50 gr. per litro, ma , a volte, l’anguria è così dolce, da richiederne pochissimo se non niente addirittura! Ora aggiungiamo l’amido facendolo passare attraverso un colino per non formare grumi e regoliamoci come se dovessimo fare una crema, dunque lasciamo cuocere a fiamma moderata, mescolando sempre, finchè non si sarà addensato. Versiamo il composto in tante ciotoline o in un’unica ciotola larga e bassa e, una volta intiepidito, decoriamolo con i pezzetti di cioccolato (che sembreranno i semini dell’anguria), la granella di pistacchio, la zuccata a dadini e alcuni fiori di gelsomino. C’è chi non mette nulla se non i fiori!

Va riposto in frigorifero e servito freddo come dessert o come un fresco spuntino estivo.


Se la fretta, o la pigrizia vi impediscono di cucinare e desiderate assaggiare questa prelibatezza venite a trovarci.
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