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S. Piero Patti. Nuovo bando per l'affidamento di Villa Marià. Alla ricerca di un gestore... ma niente Sprar!

Villa Marià, atto "ennesimo". A più di un anno di distanza dalle prime avvisaglie, la questione del rinnovo della gestione della casa di riposo di proprietà comunale non è stata ancora risolta. Dopo la prima gara andata deserta nelle scorse settimane, adesso l'amministrazione comunale ci riprova ma stavolta seguendo gli indirizzi dati dal consiglio comunale che ha stabilito di variare alcune condizioni in modo da rendere la gestione della struttura più appetibile e vantaggiosa per le ditte e le cooperative che potrebbero presentarsi alla gara.

Sostanzialmente le novità rispetto al bando precedente sono due: la durata dell'affidamento non sarà più di 9 anni ma di 3 (rinnovabili). Sul piano del canone di affitto e gestione, fissato in 65 mila euro annui (196 mila in 3 anni) invece ci saranno degli "sconti" proporzionati al numero di assistiti (e quindi di entrate) che avrà la casa di riposo: fino a 30 assistiti il gestore sarà tenuto a pagare al Comune solo la metà dell'intero canone, la somma salirà al 75% se i ricoverati saranno tra i 31 e i 45, mentre tra i 46 e i 65 il gestore dovrà pagare per intero il canone.

E' specificato, come chiesto dal consiglio comunale, che nella struttura non potranno essere svolte attività sociali riconducibili a quelle di centri di prima accoglienza per migranti o centri per richiedenti asilo (Cara, Sprar ecc.)

Gli interessati potranno presentare la propria offerta per la gara entro le 11.00 del prossimo 14 agosto. La gara sarà esperita il prossimo 9 settembre. In questo modo amministrazione e consiglio sperano al più presto di poter individuare un nuovo gestore che possa mantenere in funzione la struttura e garantire i livelli occupazionali. E proprio su quest'ultimo aspetto è ormai arcinota la contrarietà dei lavoratori di Villa Marià al ricorso alla gara d'appalto. Per loro unica garanzia del posto di lavoro sarebbe stato un nuovo affidamento all'attuale gestore, la Cooperativa servizi sociali, che però aveva chiesto l'attuazione di un nuovo progetto che prevedesse l'implementazione di uno Sprar per garantire nuove entrate.