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| Librizzi | Il culto della Madonna della Catena. Domenica i solenni festeggiamenti

Da secoli i librizzesi festeggiano con gioia e devozione la loro santa patrona, Maria Santissima della Catena, ed anche quest’anno lo faranno, con una solenne processione che nel tempo continua ad appassionare e commuovere i fedeli.

Sono ventiquattro i portatori della pesante statua marmorea che raffigura la madonna. Dopo l’emozionante discesa degli scalini del sagrato,  la statua è condotta su un’artistica vara per le vie del paese al grido di «Viva Maria» tra due ali di folla in preghiera. Raggiunto un antico noce, la vara viene riportata in piazza, nel luogo in cui un tempo sorgeva la chiesa di S. Biagio, e da lì riparte accompagnata dal solo suono di una zampogna. Questo per ricordare il miracolo avvenuto nel giorno dell’arrivo della statua a Librizzi. Posta su un carro tirato da buoi, improvvisamente, a poca distanza dal centro abitato, la statua divenne tanto pesante da non permettere più il trasporto. Solo il dolce suono di una “ciaramedda”, permise al simulacro di arrivare nella cappella in cima al colle, dove oggi sorge la chiesa a lei dedicata. Il prodigioso avvenimento è datato intorno al 1540. I librizzesi per ottenere la statua della santa madre dovettero recarsi in delegazione fino a Palermo dove erano state scolpite tre immagini simili tra loro. Insieme a Librizzi erano presenti delegazioni di Gioiosa Guardia e Sorrentini. La madonna più bella, quella che oggi è custodita a Librizzi, era ambita da tutti e alla fine fu un sorteggio a decretare che fossero proprio i librizzesi a poter portare con loro quella statua. Da allora nei secoli il culto della Madonna della Catena è sempre stato florido nel piccolo centro nebroideo. Ancora oggi nel giorno della sua festa, che si tiene ogni anno la prima domenica dopo ferragosto, migliaia di fedeli, librizzesi e non, affollano la piazza e le vie del paese fino all’inverosimile. Oltre che dalla bellezza della statua, di chiara fattura gaginiana, la processione è caratterizzata da alcune fasi suggestive e al tempo stesso tribolanti. Prima tra tutte l’entrata del fercolo all’interno della chiesa al termine della processione, quando la forza, il tempismo e il saper fare dei portatori devono domare il peso della vara e tener testa agli scalini del sagrato.

Insieme alla Madonna viene portato in processione anche il simulacro secentesco di S. Michele Arcangelo, il principe degli angeli, custodito nella chiesa madre. I giovani del paese portano l’immagine al grido di «Viva S. Michele»  e con questa precedono il fercolo della Madonna. Quando quest’ultimo ha già terminato il suo percorso e si trova all’interno della chiesa in piazza, la vara di S. Michele può iniziare il suo tragitto di ritorno attraverso le viuzze del paese. La sua destinazione è la chiesa madre, che si trova in cima all’abitato, dove tra il fragore e l’entusiasmo dei giovani portatori viene riconsegnato alla custodia del parroco.

Quest'anno le celebrazioni si svolgeranno domenica 16 agosto. Il programma prevede alle 11.00 la santa messa in piazza Catena; alle 18.30 la processione delle statue della madonne dalla catena e di S. Michele Arcangelo; alle 20.00 la santa messa al rientro dalla processione; alle 21.30 lo spettacolo musicale a cura dell'amministrazione comunale.