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S. Piero Patti | Istituto alberghiero: altra illusione?

Creare occasioni di lavoro prima o fare formazione senza futuro?

Non studiamo per la scuola, ma per la vita. Questa perla di saggezza trasmessa dalla cultura latina non è da intendere solo nel senso più nobile di preparazione culturale ed erudizione, ma anche pratico, poiché quanto impariamo da ragazzi, conoscenze teoriche e pratiche, tornano immediatamente utili, anzi indispensabili, affacciandosi al mondo del lavoro. Frequentare una scuola che ci prepari ad affrontare un particolare settore, in base alle proprie attitudini e a ciò che offre il territorio è la strategia migliore per una ottenere una tranquillità economica.
A San Piero Patti, oltre agli istituti scolastici di grado inferiore, abbiamo avuto la presenza, per oltre trentacinque anni, di un liceo scientifico e per qualche tempo anche di una scuola professionale ad indirizzo agrario. Nei primi giorni di settembre, la Giunta comunale ha approvato un atto di indirizzo con il quale si auspica l'apertura di una scuola alberghiera. La proposta, firmata dall'assessore Massimo Santi Natoli, impegna l'amministrazione a interessarsi in tal senso e a fornire al potenziale nuovo istituto alcune strutture quali l'auditorium e la cucina presenti al polo Manetti Carrara. Partner individuato allo scopo è il Liceo Classico e Scientifico di Patti, al quale si propone l'attivazione di tale corso di studi. Ma quale sarebbe oggi il vantaggio di aprire una scuola di tal genere nel nostro paese?
Negli anni, diverse sono state le idee e le proposte, di fatto mai concretizzate, per far sì che a San Piero potessero nascere scuole di artigianato o altre iniziative di formazione legate al contesto territoriale ed economico nel quale viviamo. Oggi, tuttavia, ci ritroviamo con una popolazione scolastica in costante calo numerico e maggiori sono le possibilità, rispetto al passato, di poter frequentare istituti non limitandosi a quelli disponibili a Patti, ma scegliendo altre mete in provincia. Diversi gli indirizzi attivati nel corso degli anni e maggiore sostegno, da parte dell'amministrazione, vi è stato anche per garantire il trasporto agli studenti frequentanti gli istituti più lontani. Assicurare la funzionalità di un istituto scolastico o di una sezione staccata vuol dire avere un certo numero di iscritti, locali e materiali didattici, adatti e non adattati alle lezioni, oltre a garantire agli studenti possibilità di crescita umana e culturale al pari dei coetanei frequentanti le scuole dei centri più grossi. Purtroppo l'esperienza del Liceo Scientifico di San Piero ci ha insegnato che non sempre è così, nonostante le battaglie portate avanti negli anni per sostenere la causa. Esiguo il numero di iscritti negli ultimi anni, dovuto a un minor numero dei diplomati ma anche per aumento dell'offerta in altri centri. Ma i limiti oggettivi non si fermavano qui. Molti dei ragazzi erano completamente disinteressati da quel genere di insegnamenti e vi si iscrivevano solo per la comodità di avere la scuola sotto casa. Allo stesso tempo, problemi e difficoltà da affrontare. Un edificio inadatto e carente di sufficienti sussidi didattici e laboratori, opportunità di crescita culturale e umana limitate se paragoniamo il potersi confrontare, giornalmente, con centinaia di altri coetanei provenienti anche da altri centri. Neanche tutte le classi erano presenti, poiché gli iscritti riuscivano a malapena a formare solo alcuni anni, a fasi alterne.
Di certo un istituto alberghiero, almeno in ipotesi, sarebbe più utile nel formare nuove figure professionali in grado di lavorare per un territorio che l'amministrazione comunale, anche se solo in teoria e non con il proprio operato come recita la delibera, considera ad economia prevalentemente turistica. Ma chi lo dovrebbe frequentare? I diplomati della scuola secondaria, nel plesso di San Piero dell’Istituto Comprensivo, sono costantemente in calo e non superano mediamente la trentina. Anche se la metà fosse interessata ad iscriversi, si riuscirebbe a formare una classe? Purtroppo, ritenere possibile che ragazzi di altri comuni siano interessati ad iscriversi a San Piero resta un'utopia. Nonostante gli istituti alberghieri in provincia non abbondino, nessuno verrebbe a frequentare qui. Ne esiste già uno a Brolo, naturale meta di buona parte dei comuni vicini, anche per via dei migliori collegamenti stradali e dei trasporti pubblici. Messina offre la stessa opportunità, invece, per tutta la provincia peloritana. Per non parlare di oggettive difficoltà logistiche. Il comune è disponibile a mettere a disposizione cucina e auditorium nei locali Manetti Carrara, ma come si concilierebbero le lezioni in questi laboratori con le altre in classe, ipotizzate nei locali dell'ex Liceo, parecchio distanti?
Tanti gli interrogativi da porsi, con un'unica certezza. Il futuro della nostra economia, in buona parte, potrebbe essere rappresentato dal turismo e a tal fine la formazione di nuove leve è di basilare importanza. Ma inutile proporre progetti poco realistici. Piuttosto, sarebbe utile incentivare, presso i giovani delle nostre scuole, l'iscrizione ai già esistenti istituti alberghieri e turistici, iniziando a lavorare seriamente al fine di convertire la nostra economia in tale direzione. Quanto fatto nel corso degli anni non è rappresentativo per definire la nostra un'economia turistica. Non è sufficiente la nascita di alcune strutture ricettive. È necessario procedere alla riqualificazione dei tanti beni culturali dimenticati, storici e paesaggistici, per essere in grado di costituire un'attrazione, bisogna promuovere il territorio valorizzando le eccellenze in campo agricolo e produttivo con la nascita di sagre, in grado di far conoscere ovunque la nostra identità. Ampliando la nostra offerta, alimentando questo tipo di economia si riuscirà a dare concretezza alle parole, altrimenti veicolo di illusioni e finte promesse. Meglio pensare prima ad incrementare la domanda di lavoro reale, anziché creare un’ampia offerta di disoccupati.

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