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San Biagio compatrono: tradizione rinnovata

Categoria: Società
Pubblicato Giovedì, 01 Ottobre 2015 12:01
Scritto da Filippo Accordino
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Festa di San Biagio (2014)

Con la processione del “San Biagio piccolo” per le vie del centro storico entreranno oggi nel vivo i festeggiamenti del santo compatrono di San Piero Patti. La statua piccola di San Biagio, alle ore 16.30, sarà portata in spalla dai bambini e dai ragazzi lungo un percorso che si articolerà nei quartieri Santo Pietro, Borgo, Arabite, Castello, secondo una tradizione ripresa da alcuni anni. Al termine, alle ore 18.30, la prima santa messa del triduo.
Sabato inizierà la festa popolare di piazza con il concerto di Viola Valentino, alle ore 21.30 in Piazza Gorgone.
Domenica sante messe solenni alle ore 08.00, 10.30 e 18.00. Alle 16.30, processione di San Biagio per le vie del centro cittadino. Alle 21.30 spettacolo musicale degli Extremo Sud con la partecipazione di Mark Fontaine e Antonella Mollica, seguito dai tradizionali fuochi pirotecnici.
Nonostante le difficoltà organizzative e finanziarie che interessano ormai tutte le feste di paese a San Piero e nei dintorni, la devozione al santo compatrono è molto sentita da parecchi fedeli che non mancheranno anche quest’anno di partecipare agli eventi in programma. Già esposte da alcuni giorni, ai balconi delle strade, le tradizionali bandierine rosse con l’effigie di San Biagio.
Ma la festa è sicuramente un momento che riporta, soprattutto ai più anziani, scene di vita passata ormai quasi del tutto scomparse. Prevista dal calendario cristiano il 3 febbraio, l’evento ha luogo da parecchio tempo, forse da oltre un secolo, la prima domenica di ottobre. Con l’intento di legare i festeggiamenti all’economia locale, fu scelta questa data a chiusura del periodo di raccolta delle nocciole, un tempo oro scuro dei Nebrodi. Rinomata era la fiera del bestiame che si svolgeva nelle periferie del paese fino agli anni sessanta. San Biagio costituiva anche il momento di preparazione al periodo invernale e la fiera paesana serviva ad acquistare, in tempi in cui le realtà commerciali erano estremamente più semplici, tutto ciò che poteva occorrere a superare le rigidità dei mesi più freddi. Immancabili anche le tradizionali frittole e i giochi popolari, come quello della pentolaccia, a volte timidamente riproposti in tempi recenti.
L’origine del culto di San Biagio è da ricercarsi nei primi secoli del cristianesimo, grazie all’opera di evangelizzazione portata avanti da San Pancrazio, vescovo di Taormina, in buona parte della Sicilia. Si narra che furono proprio i suoi missionari a donare al popolo sampietrino un dente molare di San Biagio, ancora oggi custodito in una preziosa teca di argento portata in processione. Nel corso del tempo il culto fu sempre più sentito dalla popolazione. A San Biagio è dedicato un bellissimo altare a chiusura della navata destra della chiesa di Santa Maria Assunta, dove è collocata una statua marmorea della scuola del Gagini. Le altre due statue più antiche sono quella lignea ottocentesca, in processione la domenica, e quella piccola portata in spalla dai bambini.

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