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Condanna per diffamazione: la nota degli ex "Fontana di S. Vito": "Sentenza che ci lascia perplessi, ricorreremo in Appello"

Categoria: Attualità
Pubblicato Martedì, 10 Novembre 2015 19:45
Scritto da Redazione
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Riceviamo e pubblichiamo la nota a cura degli ex consiglieri Giuseppe Forzano, Armando Interdonato, Fabio Di Dio, Francesco Pagana e Giovanni Cucè. 

Come è noto, dinanzi al Tribunale di Patti erano chiamati a rispondere dell’accusa di diffamazione aggravata i consiglieri che nel 2008 costituivano il gruppo di minoranza nel Consiglio comunale di San Piero Patti. A quell’epoca, il sindaco Ornella Trovato aveva sporto querela nei loro confronti ritenendosi lesa nella sua onorabilità personale, oltre che come sindaco, dal contenuto di un lungo ed articolato volantino pubblicato dalla minoranza consiliare e fortemente critico nei confronti dell’Amministrazione. Gli odierni imputati prendevano in esame i risultati del primo anno di sindacatura, giudicandoli assolutamente deludenti rispetto alle promesse elettorali della Trovato; ed illustravano il loro dissenso con una vasta esemplificazione di condotte e di scelte amministrative ritenute affatto condivisibili. In apertura di dibattimento – conclusosi oggi in primo grado a distanza di quasi otto anni dai fatti, ai limiti della prescrizione – il Giudice aveva ammesso la costituzione di parte civile della Trovato solo a titolo personale ma non anche nella qualità di sindaco, come da lei richiesto.

Gli imputati si sono difesi osservando come tutto il loro discorso si risolvesse nella più classica delle critiche politiche, proposta ed argomentata in sede di consuntivo annuale, peraltro su vicende e temi che avevano già formato oggetto di innumerevoli osservazioni, interrogazioni e dibattiti nella sede istituzionale propria e cioè in Consiglio comunale; sotto diverso profilo, evidenziavano come nel volantino – severo nella valutazione politica - non ricorresse tuttavia nessuna espressione ingiuriosa od offensiva nei confronti del Sindaco. Il Giudice – con una sentenza che, a loro avviso, desta molte perplessità - li ha invece ritenuti responsabili del reato contestato, condannandoli ad una pena addirittura superiore a quella sollecitata dal Pubblico Ministero , oltre che al risarcimento del danno. Gli imputati stessi hanno già preannunziato che – quando sarà resa nota la motivazione – impugneranno la sentenza dinanzi alla Corte d’Appello.

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