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Parla l'ex vicesindaco Interdonato: "Mi sono dimesso per il bene del paese. Troppe divergenze, situazione ormai insostenibile"

Categoria: Politica
Pubblicato Venerdì, 22 Gennaio 2016 17:24
Scritto da Salvatore Pantano
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«È stata una decisione difficile e travagliata ma alla fine ho deciso di dimettermi per il bene di questo paese, per rispetto di questa amministrazione e per non “distruggere” il lavoro fatto in circa 9 anni». Ci dice così al telefono l’ormai ex vicesindaco Giuseppe Interdonato, fin dal 2007 al fianco di Ornella Trovato nella giunta sampietrina e oggi dimissionario. Interdonato oggi, di buon ora, ha protocollato le proprie dimissioni “a sorpresa” senza comunicarlo né al sindaco né ai colleghi di giunta e gruppo politico.

«Questa notte – spiega Interdonato – dopo la spettacolo indecente andato in scena ieri sera in consiglio comunale ho ripensato a tutto quanto avvenuto in questi ultimi tempi e ho deciso di fare un passo indietro, era giusto che lo facessi».

Perché? «Ormai dalla scorsa estate vi erano delle divergenze totali tra le mie posizioni e quelle del sindaco su moltissimi aspetti dell’amministrazione di questo paese. Divergenze ormai diventate insanabili, per questo non era più sostenibile che io restassi in giunta. Avrei potuto solo creare problemi per il futuro, quindi, fattomi da parte, adesso il sindaco Trovato dovrà e potrà cercare un sostituto per rilanciare l’attività amministrativa, ammesso che sia possibile farlo».

Ci pare di capire che la seduta di ieri e la questione Sprar- Casa di riposo sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?

«Si è così. Ieri sera è stata tirata in ballo dal consigliere Ballotta e da altri la questione della “presunta” idea di un centro Cta (comunità terapeutica assistita per patologie mentali, ndr) maturata lo scorso luglio dopo una sorta di trattativa tra il direttore dell’ Asp Sirna e la Trovato della quale per oltre un mese io e altri del gruppo a sostegno del sindaco siamo stati tenuti all’oscuro. È vero che il sindaco in un secondo tempo ci prospettò l’idea del Cta nel secondo piano di Villa Marià ma lo fece quando ormai tutto era stato discusso e nonostante questo la prospettiva si mostrava molto vaga. Per questo motivo io e l’assessore Taranto ci opponemmo. Il Cta avrebbe richiesto una serie di interventi anche strutturali di un certo costo. E poi perché l’Asp che è già proprietaria di diversi immobili avrebbe dovuto utilizzare parte di Villa Marià? E perché il Comune avrebbe dovuto mettere la struttura a disposizione gratuitamente? Perché i consiglieri che ancora sostengono il sindaco, non sono stati informati per tempo di questa possibilità? Sarebbe stato il minimo. E’ una questione di rispetto e trasparenza… altrimenti non c’è alcun gruppo».

«Abbiamo preferito – continua Giuseppe Interdonato – visto che l’opzione Sprar era già al vaglio, proseguire su quella strada tenuto conto  anche delle trattative in atto con l’attuale gestore di Villa Marià. L’unico interesse è e deve rimanere salvare la casa di riposo e i posti di lavoro».

«Mi chiedo come mai – continua Interdonato – proprio ieri sera è stata tirata in ballo nuovamente questa storia da parte del consigliere Ballotta.  E il fatto che il sindaco Trovato mi abbia dato del “bugiardo” mi ha fatto veramente riflettere. A questo punto mi rifiuto di diventare il capro espiatorio per questa vicenda e mi tiro indietro rivendicando con orgoglio le cose buone che ho cercato di fare per S. Piero».

Una volta per tutte: sulla questione Sprar qual era la sua opinione?

«In quel momento sembrava l’unica strada effettivamente utile a mantenere in vita Villa Marià. ma avremmo potuto scegliere altre alternative a patto che non fossero assurde come quelle di un Cta, un centro per malati mentali nello stesso stabile di una casa di riposo. In ogni caso, io sono il primo a riconoscere l’importanza dell’esito della consultazione popolare e la volontà dei cittadini che hanno detto “no”. È una volontà da rispettare ma io e l’assessore Taranto in assoluta buona fede siamo stati sempre coerenti sullo Sprar mentre altri no… altri si sono lasciati un po’ trasportare dagli umori momentanei della piazza. Ma il risultato è che ancora il problema è ancora lì… irrisolto».

Anche se ha rinunciato al mandato si sente ancora parte della squadra amministrativa?

«Mi sento legato al sindaco e al gruppo dal punto di vista personale: sono tutte brave persone. E non rinnego le scelte e le cose giuste fatte grazie all’amministrazione Trovato in questo paese (e di cose ne sono state fatte…). Ma dal punto di vista politico non credo esista più alcun legame. Per il momento ho deciso di dedicarmi al mio lavoro, alla mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto nelle scelte, e a godermi il mio paese da normale cittadino».

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