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S. Piero Patti | Incidente su strada provinciale spezza la vita a un trentenne

L'incidente è avvenuto su un rettilineo dopo una curva. Da ricostruire l'esatta dinamica

Non erano ancora spuntate le prime luci dell’alba quando due ragazzi, rientrando a casa, hanno trovato il terrore in una strada provinciale della campagna sampietrina. Una giovane vita spezzata, quella di Alfio Pintabona, trentenne residente a Sambuco, frazione qualche chilometro più avanti del luogo della tragedia. Abita nella stessa contrada anche l’altro giovane che ha avuto sorte migliore, al momento ricoverato all’ospedale “Barone Romeo” di Patti, adesso fuori pericolo.
Tutto sarebbe accaduto intorno alle 4.30 di questa domenica delle palme. Il veicolo, una Fiat Bravo, dopo aver percorso la SP 136 San Piero-Raccuja, ha imboccato la strada provinciale secondaria che conduce alla popolata frazione di Sambuco. Dopo aver percorso poche centinaia di metri, in contrada Scalitta, il conducente avrebbe perso il controllo del mezzo subito dopo una curva per cause ancora da accertare. Nessuna barriera a proteggere l’automobile, che finendo in una scarpata è stata bloccata dalla folta vegetazione di quelle zone. La chiamata al 118 sarebbe partita subito proprio da chi era alla guida dell’auto, rimasto cosciente. Successivamente anche un elicottero del 118 è partito da Messina alla volta di San Piero Patti per soccorrere il Pintabona, in gravi condizioni. Purtroppo il giovane è morto quando l’ambulanza lo aveva già portato al campo sportivo di San Piero Patti, dove lo attendeva l’elisoccorso.
Per i rilievi del caso, presenti sul posto il nucleo radiomobile dei Carabinieri di Patti, la locale stazione di San Piero Patti e i Vigili del Fuoco che hanno provveduto al recupero dell’automobile. Il mezzo è stato sottoposto a sequestro.
Il magistrato di turno, Giorgia Orlando, ha disposto l’autopsia sul corpo di Pintabona, che sarà eseguita tra domani e martedì.

(nella foto: l'albero contro il quale ha impattato l'automobile) 

Incredulità e sgomento per un fatto così grave hanno destato tutta la comunità sampietrina alle porte della settimana di Pasqua. È il momento del dolore e del silenzio, in rispetto di due ragazzi, poco più che trentenni, colti da un destino infelice. Una vita distrutta e un'altra che dovrà superare un trauma così grande. È d’obbligo chiedersi, nonostante il dolore del momento, se ciò si poteva in qualche modo evitare. Se è possibile, nel 2016, trovare la morte rientrando a casa per la mancanza di sicurezza sulle nostre strade, per l’assenza di un semplice guard rail o altra barriera in grado di impedire che l’auto finisse in un dirupo, decretando la fine di un trentenne di ritorno a casa.

 

Filippo Accordino

Salvatore Pantano

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