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San Piero Patti. Domenica 15 maggio conferenza del prof. Karithonov, Università di Mosca, su Puskin e la letteratura russa

 

L'Amminstrazione Comunale e la Biblioteca comunale “Helle Busacca”, entrata ormai nel vivo delle sue attività, organizzeranno una conferenza su uno dei padri della letteratura russa, Puskin. L'incontro si terrà domenica 15 maggio presso la Biblioteca Comunale “Helle Busacca” alle ore 17.

La conferenza, tenuta da uno dei massimi conoscitori di Puskin, il prof. Leonid Romanovic Karithonov dell'Università di Mosca, avrà per titolo “Aleksandr Sergeevič Puškin: singolare e universale”. L'occasione sarà un'ottima opportunità per conoscere una delle figure più importanti della letteratura russa, un po' come per noi italiani lo è Dante o Petrarca. Nello stesso tempo è anche una figura che ha influenzato varie generazioni di scrittori e uomini cultura, possono essere considerati suoi allievi Tolstoj, Dostoevskij e Gogol. Uno scrittore che, nonostante la sua importanza, è ancora poco conosciuto da molti lettori, a differenza dei suoi allievi che invece sono più conosciuti e apprezzati.

Aleksandr Sergeevic Puskin nacque a Mosca nel 1799 da una famiglia di piccola nobiltà. Crebbe in un ambiente favorevole alla letteratura, in una casa ricca di libri, soprattutto francesi, che stimolarono le sue precoci letture, ma povero anche di affetti. Nell'infanzia e nell'adolescenza restò affidato, secondo l'uso del tempo, alle cure di precettori francesi e tedeschi, e soprattutto a quelle della 'njanja' Arina Rodionovna, che gli raccontava le altiche fiabe popolari.
Un ambiente sostitutivo della famiglia Puskin lo trovò nel 1812-1817 al liceo di Carskoe Selo. Uscito dal liceo, ottenne un impiego al ministero degli esteri e partecipò intensamente alla vita mondana e letteraria della capitale. A causa di alcuni componimenti 'rivoluzionari' fu confinato nella lontana Ekaterinoslav.

Nel 1823, per l'intercettazione di una sua lettera in cui esprimeva idee favorevoli all'ateismo, fu licenziato dalla burocrazia imperiale, e costretto a vivere nella tenuta familiare di Michajlovskoe, vicino Pskov. Il forzato isolamento non gli impedì di partecipare alla rivolta decabrista del 1825.
Nel 1826 il nuovo zar Nicola II lo chiamò a Mosca per offrirgli una occasione di ravvedimento. Il perdono era in realtà una sorveglianza ancora più diretta e paralizzante. L'essere sceso a compromesso con il potere gli alienò per di più l'entusiasmo dei giovani. Nel 1830 Puskin sposò la bellissima Natal'ja Goncarova, che gli diede quattro figli ma anche molti dispiaceri per la condotta frivola che alimentava i pettegolezzi di corte. In seguito a uno di questi pettegolezzi, Puskin sfidò a duello il 27 gennaio 1837 il barone francese Georges D'Anthès, a Pietroburgo. Ferito a morte, Puskin spirò due giorni dopo.

Puskin fu autore di liriche, poemi, favole, romanzi, racconti, drammi e saggi. Tra le sue opere più importanti si segnalano “La figlia del capitano”, “Storia della rivolta di Pugačëv”, “Evgenij Onegin”, “Boris Godunov”, “Dubrovskij”, “La Dama di picche”.

 

 

 

 

 

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