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S. Piero Patti | Decadenza Consiglio comunale. In bilico anche il sindaco? Intanto il commissario approva il bilancio

Consiglio comunale verso lo scioglimento. E la Giunta?

Le prime avvisaglie dell’autunno portano con sé poltrone vuote nella casa comunale. Dovrebbero concretizzarsi nelle prossime ore le procedure per la sospensione e il successivo scioglimento del Consiglio comunale, come atteso in seguito alle vicende di mancata approvazione del corrente bilancio di previsione. I termini concessi dal commissario inviato dalla Regione Siciliana per la diffida sono già scaduti da qualche giorno.
Ma c’è di più. Proprio in questi giorni una nuova questione sta alimentando il dibattito in molti comuni della Sicilia. Lo scorso 11 agosto è stata promulgata una legge regionale, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 2 settembre, che ridefinisce, tra l’altro, quanto previsto in materia di cessazione degli organi comunali. Se prima la decadenza del Consiglio non comportava anche quella del sindaco nel caso di nostro interesse (mancata approvazione del bilancio di previsione), adesso la cosa sembrerebbe essere consequenziale. Il condizionale è d’obbligo e la cautela sull’applicazione del testo non è troppa. Consultando l’articolo di legge sembrerebbe che la nuova disposizione valga dal prossimo rinnovo degli organi comunali. Ma proprio qualche giorno fa, una circolare interpretativa dell’Assessorato delle Autonomie Locali ha fatto chiarezza, spiegando che solo in particolari ipotesi si dovrà attendere i nuovi mandati per l’attuazione della nuova normativa. Di conseguenza, quanto deciso dall’Assemblea Regionale troverebbe “immediata applicazione anche nei casi di inadempienza derivante da mancata approvazione del rendiconto di gestione o di mancata deliberazione del bilancio di previsione”.
Bufera in tutti i comuni siciliani, circa 250, dove ancora non è stato approvato il documento finanziario e possibile decadimento dei sindaci? La questione sta sollevando polemiche e si annunciano ricorsi.
C’è da capire se la disposizione troverà realmente applicazione, soprattutto a San Piero Patti dove, tra l’altro, la diffida del commissario per l’approvazione del bilancio è antecedente alla pubblicazione del nuovo testo di legge. Anche la Giunta comunale andrà a casa qualche tempo prima del previsto o può dormire sonni tranquilli?
Di certo il civico consesso sampietrino si avvia, in ogni caso, a una perdita della propria funzione, anticipando di pochi mesi il suo naturale scioglimento. Ci sarà tempo per tracciare bilanci, comprendere se le scelte dei nove consiglieri che hanno portato a questa situazione sono state opportune o meno, se si è trattato di ostruzionismo o di una strategia politica concreta, con il fine di rimarcare legittimamente un dissenso a un sistema. Tra pochi mesi, comunque vada, si concluderà una sequenza nella storia politica di San Piero, nella speranza di un futuro meno imperniato in questioni di scranni ma orientato a maggiore concretezza.

Aggiornamento

Intanto oggi il commissario ad acta Sajeva, nominato nelle scorse settimane dall'assessorato autonomie locali, con atto sostitutivo ha provveduto ad approvare il bilancio di previsione con tutti gli atti  propedeutici (compreso il Dup). Nei prossimi giorni l'iter proseguirà con la segnalazione alla prefettura per la sospensione e il successivo scioglimento del consiglio comunale. 

 

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