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Elezioni a S. Piero Patti. Le piccole e grandi manovre su candidati e liste. Cosa sta succedendo?

Categoria: Politica
Pubblicato Mercoledì, 08 Febbraio 2017 20:33
Scritto da Redazione
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Calma apparente. Dietro l’atonia (e l’apatia) alla quale ormai il panorama politico sampietrino ci ha abituato in questi ultimi anni - a parte qualche fase di scontro con conseguente volo di stracci - si nasconde il lavorìo di gruppi, gruppuscoli e singoli in vista delle prossime elezioni amministrative. Le urne potrebbero essere già pronte per i primi giorni di maggio ma, a parte le indiscrezioni, ancora nulla di certo su chi si contenderà per i prossimi cinque anni la poltrona di sindaco. Una poltrona bollente: ormai non sono più i bei tempi della politica d’ancien régime, quella dei tanti onori e dei pochi oneri (tanto poi ci pensano le segreterie di partito, gli amici di cordata alla Regione e Roma, l’onorevole di turno pronto a procurarti finanziamenti, cantieri di lavoro…). Ormai fare il sindaco, specialmente nei piccoli paesi, è diventato un esercizio di grande responsabilità e coraggio. Un continuo fare i conti con esigenze sempre maggiori e una “coperta” sempre più corta.

Ecco allora che questo paese, oggi più che mai, ha bisogno di persone coraggiose e responsabili. Non sono più ammessi colpi di testa, distrazioni e divagazioni. La campagna elettorale che sta per iniziare e la collettività sampietrina riusciranno a partorire programmi e candidature all’altezza del compito? Vedremo. Per il momento possiamo registrare solo voci di corridoio e indiscrezioni che ci consegnano un panorama politico molto frammentato, con generali e colonnelli alla ricerca di truppa e, per converso, truppe (comprese quelle mercenarie, ahimé antica piaga) ancora alla ricerca di un generale.

Bando alle ciance, rompiamo gli indugi e andiamo al sodo. I fermenti maggiori pare siano dietro il fronte dell’opposizione, dell’area vicina all’attuale gruppo di minoranza Progetto Paese (erede della Fontana di Santo Vito) ma non solo. Al di là delle dichiarazioni di facciata di “unitarietà del gruppo, percorso condiviso ecc.”, i rumors parlano di ben tre gruppi attivi, coalizzati intorno a tre persone di estrazione politica diversa che avrebbero dato ciascuno la propria disponibilità alla candidatura a sindaco: Salvino Fiore, Marco Cannizzo e Gian Luca Camuti. I tre gruppi dialogano tra loro, anzi in teoria dovrebbero essere piuttosto organici, ma nella realtà sono ancora molto fluidi. Pur coscienti della necessità di fare fronte comune, le tre componenti non sarebbero ancora riuscite a trovare la quadra per un candidato sindaco unitario. Le motivazioni? Differenze di vedute spesso inconciliabili e soprattutto – si dice – diversi veti incrociati tra i supporters delle fazioni su nomi (per la serie: “se in lista c’è lui io non ci sono…”). E pare che queste divisioni abbiano già fatto eclissare un altro possibile candidato sindaco: Francesco Pagana. Fatto salvo che il citato triumvirato dovrà scegliere se restare unito o dividersi con rispettive conseguenze, ogni fazione punta sui pregi del suo capo per conquistargli la candidatura unitaria.  Da una parte l’esperienza e la moderazione di Fiore, dall’altra la vis e l’ascendente sui giovani di Cannizzo, dall’altra ancora la freschezza e intraprendenza di Camuti.

Andiamo dalle parti dei gruppi trovatiani: qui sono due i nomi più gettonati e vengono entrambi dalla giunta. In lizza ci sono l’attuale vicesindaco Salvatore Taranto e l’assessore Nino Todaro. Ancora non molto chiare le dinamiche alla base di queste proposte. Sappiamo ancora di una fase più arretrata e in nuce e vorremmo anche capire se il sindaco uscente Ornella Trovato “designerà” un suo candidato alla successione oppure se con l’approssimarsi delle elezioni ci sarà il rompete le file definitivo. Certo è che dopo dieci anni di amministrazione, se ripensiamo al 2007, la base politica di riferimento ha subìto pesanti modifiche. Ed è inutile negare che alcune componenti di questo gruppo hanno voglia di chiudere in maniera sbrigativa l’esperienza dell’amministrazione Trovato, nonostante le affermazioni e i giudizi di facciata. Si sa, l’ipocrisia nella politica paesana è all’ordine del giorno. I nomi di Taranto e Todaro sono i più gettonati ma non è escluso che possano spuntarne fuori altri.

E restano le incognite sul contributo che potrebbero dare veterani della politica sampietrina come l’ex presidente del consiglio comunale Alfonso Schepisi e il consigliere Mario La Bella che furono prima anima critica e, dopo la rottura con la Trovato, spina nel fianco (ma non sempre…) dell’amministrazione comunale. I radar della politica aspettano anche di captare le tracce e gli orientamenti di ex amministratori come, ad esempio, Massimo Natoli e di altri… Staremo a vedere.