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Librizzi. Dieci domande ai candidati sindaco

Qualche settimana fa parlavamo di un panorama politico in vista delle elezioni ancora molto frammentato e dai contorni molto vaghi. Parlavamo di gruppi, gruppuscoli e di chi sta ancora alla finestra a captare la direzione del vento… speriamo che non si becchi un raffreddore. Dicevamo anche dei grandi conteggi fatti con calcolatrice e abaco, sommando e sottraendo possibili voti a seconda dell’eventuale composizione delle liste. Un’occupazione che pare stia impegnando molto i futuri schieramenti politici e candidati tra defezioni dell’ultimo minuto, tradimenti annunciati, furbizie, furbate e grandi ipocrisie. A dispetto del grande fair play esibito sui social network. Come sempre, si vuol mettere in scena pacatezza e serenità d’animo quando invece dietro le quinte è tutto un pullulare di velleità, personalismi e interessi che si scontrano tra loro. In realtà le campagne elettorali quasi sempre sono state così ma oggi esiste un’aggravante: la carenza di contenuti, di progetti politici, di idee. Idee… queste sconosciute. In giro vediamo tanti prossimi candidati e candidatori (pupi e pupari) intenti a fare pubbliche relazioni ai bar, in piazza e agli angoli della strada dispensando sorrisi, strette di mano, pacche sulle spalle, battute bonarie, caffè e aperitivi pagati. Ma dalle poche e sporadiche esternazioni sui programmi si evince finora il piattume.

Diciamocelo chiaramente: molti di quelli che ambiscono a una poltrona in municipio non hanno la più pallida idea di cosa fare e come farlo in caso di elezione. Ci auguriamo che questa idea possano farsela in queste poche settimane. Al momento la scusa è sempre la stessa: “stiamo discutendo… discuteremo il programma con il nostro gruppo… ancora i tempi sono prematuri…”. E a domande su argomenti precisi si tende sempre a rispondere in maniera più o meno vaga, come per dire: “intanto vediamo di vincere ‘ste elezioni… poi quando saremo lì, ad amministrare, vedremo…”. E invece riteniamo opportuno che fin da ora questi candidati si esprimano su fatti e questioni precise, dicano come intendono amministrare per i prossimi cinque anni un comune che di problemi ne ha tanti a cominciare da quelli economici. I librizzesi hanno bisogno di capire se questi candidati hanno idea di cosa fare o se hanno intenzione di andare a vivacchiare con una indennità. Librizzi è un paese che ha i suoi bei problemucci da risolvere e fare una campagna elettorale non significa partecipare a una gara d’abilità, aspirare alla vittoria e al ruolo per raggiungere l’affermazione sociale.

Per amministrare ci vogliono competenze, responsabilità, impegno, assoluto rigore morale e, soprattutto, coraggio politico. Cos’è il coraggio politico? Avere la capacità e la forza di fare scelte anche pesanti e al di fuori dagli schemi per il bene e la crescita del paese. L’aspetto di direzione politica è l’unico che differenzia l’amministratore dal burocrate. I burocrati già ci sono in municipio e sono pagati per mandare avanti l’ordinaria amministrazione. Ci servono amministratori che siano politici altrimenti pagheremmo indennità a vuoto… (a proposito, sulle indennità ci torneremo).

Ora, visto che idee, programmi e proposte ancora latitano mentre i candidati sono ben presenti in giro nella loro frenesia da pubbliche relazioni, vorremmo porre loro una decina di domande non eccessivamente precise su questioni librizzane. Ci auguriamo che, quando giochi e giochetti per le liste saranno conclusi, i Nostri potranno ragionarci su e dare delle risposte ai librizzesi. Intanto ecco le nostre domande.

Situazione economica del Comune. Le casse comunali non sono assolutamente in una situazione rosea nonostante l’opera di ricognizione dei debiti e di risanamento condotta dall’ultima amministrazione (gliene diamo atto). Alla luce anche dei continui tagli ai trasferimenti da Stato e Regione e dei recenti rilievi fatti a più riprese dalla Corte dei conti, che idea vi siete fatti su questo problema? Come bisognerebbe intervenire per tenere in piedi i prossimi bilanci ed evitare il baratro?

Evasione tributi comunali. Ci risulta un tasso significativo di evasione dei tributi comunali, da sempre. Probabilmente anche accentuato dalla crisi economica degli ultimi tempi. Fatti salvi i casi delle famiglie in disagio economico che vanno assolutamente tutelate, come pensate di rimettere in ordine il settore? È giusto che alcuni paghino euro su euro mentre altri fanno i furbetti? Lo sappiamo... è un argomento ostico in campagna elettorale ma bisognerà pur affrontarlo.

Centro storico. Da una ventina d’anni a questa parte, tutti a riempirsi la bocca sulla riscoperta del centro storico. Ad oggi solo una costante diminuzione degli abitanti e un aumento del degrado. Qualche timido intervento, come il progetto per le case popolari (tra l’altro con grandi ritardi). Avete qualche idea nuova da mettere in programma che non sia il vago riferimento alla “riqualificazione del centro storico”? Possibile pensare a un sistema di incentivazione per chi investe nel centro storico?

Patrimonio naturale. Tra sentieristica (un po’ malconcia), baite e pinete (ben ricostituite) e altri boschi abbiamo un patrimonio naturale importante. Finora è stato sfruttato pochino: cosa pensate di fare?

Viabilità comunale.  Negli ultimi anni ci sono stati due interventi importanti in questo settore: la S. Pancrazio- Paluce (già alcuni tratti sono un po’ malconci) e la nuova bretella Colla – Superstrada. Esistono però ancora situazioni di difficoltà su altre strade comunali che servono le frazioni e le case sparse… e non solo. Come pensate di intervenire?

Politiche culturali. A Librizzi le attività culturali sono poche e concentrate solo in alcuni periodi. Esistono sodalizi e associazioni che lavorano bene sul territorio ed esiste anche una biblioteca comunale tra le più fornite e accoglienti del comprensorio. Come mettere a frutto queste risorse?

Giovani e lavoro. Il comune non può dare posti di lavoro ai giovani. Se un candidato ci promette un posto di lavoro o qualcosa di simile ci sta prendendo in giro. E se ci crediamo siamo dei fessi. Le amministrazioni comunali però possono creare le condizioni sociali ed economiche perché nascano nuovi posti d’occupazione sul territorio.  Sicuramente avrete a cuore i giovani… quali idee avete per loro e per favorire queste condizioni di crescita?

Politiche insediative e territorio. Sarebbe bello poter bloccare il crollo demografico attirando nuovi residenti. Per farlo bisogna aumentare la qualità della vita, migliorare i servizi e le infrastrutture. Da qualche tempo – grazie all’apertura della superstrada – le distanze con la costa si sono accorciate e Librizzi potrebbe diventare luogo di residenza per chi cerca tranquillità. Avete qualche idea per favorire nuove politiche insediative evitando l’ulteriore consumo di territorio e valorizzando il patrimonio edilizio privato esistente?

Opere da realizzare o riconvertire. La messa in sicurezza e riqualificazione dei plessi scolastici del centro storico e di Colla è stata un’opera importante dell’amministrazione uscente. Così come la ristrutturazione del plesso di S. Opolo e dell’ex ufficio di collocamento. Adesso bisogna mettere a frutto queste ultime ristrutturazioni (ottenute con il progetto del museo diffuso e del punto infotelematico). C’è anche il mega centro agroalimentare di Prato, ancora chiuso. Cosa fare? E degli immobili fatiscenti o incompleti (ad esempio l’ex mattatoio, l'impianto sportivo Acquaverni) cosa fare?

Indennità di funzione. In alcuni comuni sindaci, assessori e presidenti del consiglio hanno rinunciato alle proprie indennità. Qui a Librizzi le indennità sono sempre state accettate di buon grado dagli amministratori. Soltanto nell’ultimo scorcio di mandato l’amministrazione uscente ha rinunciato alle proprie indennità: in sostanza, dal 2015 la giunta ha devoluto o anticipato di volta in volta parte delle indennità per pagamento di manifestazioni pubbliche e altri interventi di vario tipo. D’altronde le indennità sono assolutamente legittime e stabilite dalle norme. Ciò che è legittimo non sempre però è eticamente accettabile: come quando l’indennità diventa unico motivo di attaccamento alla poltrona. È inutile negarlo, spesso il comune in passato ha fatto da ufficio di collocamento. Ci rivolgiamo ancora ai nuovi candidati: come pensate di gestire la questione indennità?

Ci sarebbero ancora tante domande da porre, tanti argomenti da affrontare. Per il momento ci fermiamo.

Salvatore Pantano