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S. Piero Patti. Dimenticata per anni. La chiesa madre sta per rinascere?

Dopo anni di incuria e imperdonabile dimenticanza la chiesa madre di S. Pancrazio sta per rinascere. Da qualche mese la chiesa è oggetto di una serie di interventi di ristrutturazione finanziati dalla curia vescovile. Chiusa al culto dal 2003 per motivi di sicurezza, la chiesa versava in uno stato di semiabbandono con continue infiltrazioni di acqua che negli anni hanno danneggiato un'intera navata. Altri danni, non meno importanti, sono stati causati dall'incuria e dalla negligenza verso un patrimonio artistico e religioso che appartiene alla comunità sampietrina. 

Dalla Guida rossa del Touring Club, uno strumento indispensabile per un turista con la voglia di scoprire ogni angolo della Sicilia, edizione 2009, apprendiamo nella descrizione delle cose da vedere a San Piero che “al centro dell'abitato è la Piazza Duomo: vi sorge la Chiesa Madre, attualmente adibita a deposito”. Un uso pessimo e vergognoso che di certo ci ha procurato una cattiva pubblicità (e forse proprio in quel periodo di utilizzo improprio sono stati danneggiati alcuni degli artistici e pregiati lampadari in vetro di Murano).

La chiesa madre di San Piero, intitolata a San Pancrazio, è una delle chiese più antiche del paese, dopo l'ex chiesa di San Leonardo ad Arabite risalente al periodo normanno. Venne edificata nel '300 ma nei secoli ha subito vari danni a causa dei terremoti e dell'instabilità dell'edificio. Nel 1608 fu fatto un primo intervento di rifacimento, nel corso del '700 fu ricostruita più volte: nel 1721 a causa di alcune lesioni e nel 1783 a causa del terremoto che colpì Messina. Agli inizi del '900 una frana minacciava di farla crollare ma grazie al canonico Giovanni Paleologo, con l'aiuto di tutta la cittadinanza, la chiesa madre fu ricostruita di nuovo. Nel 1978 fu di nuovo chiusa a causa di un altro sisma.

Nonostante tutte queste sventure, nei secoli la Matrice di San Piero ha rivestito una grande importanza. Fino al 1607 fu l'unica Parrocchia della comunità, fino a quando non venne elevata a Parrocchia anche la Chiesa di Santa Maria. Nel 1742 su istanza del barone Bartolomeo Caccamo Orioles e del figlio Vincenzo, la Matrice fu elevata a “Insigne Collegiata”, una chiesa che per importanza era seconda solo alle cattedrali, sedi di vescovadi.

All'interno della Chiesa varie sono le opere di notevole rilevanza artistica e artigianale. Il coro ligneo rientra sicuramente fra questi, si trova collocato ai lati dell'altare maggiore, in legno di noce finemente lavorato con motivi di foglie e fiori e sormontato, tra uno stallo e l'altro, da pregiate statuette raffiguranti gli Apostoli. Fra le opere più belle contenute nella chiesa c’è un artistico sarcofago, che contiene le spoglie del nobile Domenico Natoli, sostenuto da due leoni e sormontato da una statua di Gesù redentore in mezzo a due angeli.

Nella chiesa madre trovano inoltre la loro”casa” San Pancrazio e la Madonna della Catena, finora ospitati nella Chiesa del Carmine e nella Chiesa di Santa Maria. All'interno della Matrice infatti si trovano un artistico altare in marmo locale con intarsi di marmi policromi e la Cappella della compatrona di San Piero, riccamente decorata con stucchi, colonne con capitelli corinzi in pietra arenaria locale.

Gli interventi di questi ultimi mesi, in un primo momento, riguardavano la manutenzione straordinaria del manto e delle tegole della chiesa, successivamente sono stati ampliati prevedendo il rifacimento della parte esterna della Chiesa e risistemazione dell'interno. Riusciranno questi ulteriori interventi a dare finalmente stabilità all'edificio oppure saranno solo degli interventi di “restyling” che non risolveranno il problema di base? A tale riguardo, ad esempio, è stato mai svolto uno studio per valutare le condizioni delle fondamenta?

 

 

 

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