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Contro la noia delle polemiche. Quattro domandine a Voi candidati.

Categoria: La rotta: appunti per il prossimo Sindaco
Creato Martedì, 06 Giugno 2017 21:15
Pubblicato Martedì, 06 Giugno 2017 21:15
Scritto da Filippo Accordino
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Ogni epoca è contraddistinta da abitudini, modelli, immagini. Oggetti. Come i vecchi registratori a microcassetta che un tempo si celavano nelle tasche degli inviati di ciascun gruppo ai comizi degli avversari. Oggi esistono le dirette Facebook e questa abitudine non fa più parte del nostro tempo. Fra cinque anni, alla prossima competizione, dei nastri da sbobinare non resterà più nemmeno il ricordo.

Quel che al contrario, purtroppo per l’elettorato desideroso di farsi un’idea, resta sempre costante, è l’impegno a creare distrazione dai veri argomenti e la tensione costante a difendersi da attacchi altrui. È un trabocchetto sottile. Chi inizia a fare la voce grossa può comportarsi così per molti motivi. Paura, vigore, debolezza, forza. In sintesi, potremmo pensare che abbandonare la strada della diplomazia e del buon senso, attaccando altri e allo stesso tempo distraendo gli uditori piuttosto che parlare dei propri progetti, lo faccia per dimostrare la propria forza o per timore della propria disfatta tacitamente percepita.

Ma poiché di tutte queste chiacchiere tra qualche settimana non resterà nulla, la responsabilità politica, l’interesse e il rispetto verso la collettività implorano la capacità andare oltre la polemica. Quindi perché non tornare a discutere su temi concreti?

Ci dicano, i nostri candidati, quali sono le loro strategie politiche e amministrative. Andiamo alla concretezza.

Cosa si intende fare con il trasporto studenti verso le scuole della costa? Da molti anni ormai, praticamente da sempre, intere generazioni di ragazzi lamentano continuamente disservizi e carenze nel trasporto pubblico di linea col quale si recano a scuola. Ritardi, mezzi insufficienti, un tragitto extraurbano che per diciotto chilometri e oltre molti percorrono in piedi. Nessuno è mai riuscito a risolvere il problema. La maggior parte dei ragazzi ha meno di diciotto anni e giorno 11 non andrà a votare. Ma qual è la proposta degli aspiranti sindaci? Intendono ripristinare un po’ di sicurezza e confort per i giovani pendolari e serenità per le loro famiglie?

Amianto. Non quello dell’area ex ASI. Di quel fallimento politico di contrada Sardella se n’è discusso fin troppo nelle scorse campagne elettorali e forse, al momento, meglio stendere un velo pietoso per evitare di vendere fumo, nonostante si dovranno cercare soluzioni anche lì. Parliamo di amianto nel centro abitato. Non è facile misurarne la presenza, ma il quantitativo sui tetti del centro storico e non solo è considerevole e individuabile con un semplice sguardo passeggiando tra i vicoli. Serbatoi, canne fumarie e onduline più vecchi e in condizioni anche peggiori dei tetti di Sardella. In che modo i proprietari potranno essere guidati e aiutati nello smaltimento? Più tempo passa, più si eleva il rischio che le fibre si disperdano nell’ambiente con i risultati che conosciamo. Il prossimo sindaco ha intenzione di occuparsene? Qualche comune in Toscana ha adottato la soluzione dei kit fai da te per la rimozione dei manufatti più piccoli. Esempi di buona politica.

Isola pedonale. Temuta, richiesta e odiata. Tutte le città d’arte e i piccoli comuni a vocazione turistica hanno istituito isole pedonali fisse o zone a traffico limitato, compatibilmente con gli spazi urbani e le esigenze della collettività. Nei prossimi anni potremo godere anche noi di una piazza dove far giocare i bambini la domenica e dove gli anziani possano passeggiare tranquillamente o continueremo ad assistere a veicoli posteggiati in doppia fila nonostante il divieto di sosta permanente? Sarebbe sufficiente proporla la domenica e nei festivi, senza creare intralcio negli altri giorni alle attività commerciali e ai residenti, per ridare un po’ di decoro ai nostri spazi urbani.

Efficientamento. Saremo un po’ ripetitivi, ma le risorse locali devono essere valorizzate aiutandole nel migliore dei modi per trarne il massimo dei profitti. Come in un’azienda, o in una pubblica amministrazione, il personale va adeguatamente formato, gestito, valorizzato, allo stesso modo nell’ambito di una collettività devono essere individuate le formazioni sociali utili al raggiungimento di fini di interesse dell’ente. In altre parole, le associazioni o soggetti simili, che a San Piero certo non mancano, possono fornire servizi utili e far fronte a necessità altrimenti irrisolte, come già accade da molti anni. Le difficoltà sono sempre tante e un po’ tutte le associazioni negli anni hanno ricevuto contributi per l’organizzazione di eventi o per il raggiungimento di altri obiettivi. Ma come si intende garantirne l’operato in futuro? Si deciderà di volta in volta assegnando contributi o potrebbero essere istituiti accordi di collaborazione per meglio controllarne e garantirne l’operato, magari sulla scorta di una buona programmazione territoriale? In altre parole, cari candidati, pensate di riuscire a raggiungere una certa organicità basata sui bisogni collettivi e quindi massimizzare i risultati o di fare tutto senza possedere un piano con scopi precisi?

Quattro domandine possono essere sufficienti per riempire minuti e minuti di comizi che da qualche giorno rischiano di assumere una certa devianza. Non me ne vogliano i candidati, ma c’è necessità di concretezza, San Piero ha bisogno di risposte immediate anche su argomenti controversi che necessiterebbero senza dubbio di maggiore approfondimento. Tutto il resto è noia.

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