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Librizzi. Giunta Di Blasi e il terzo assessore. Scaglione: "No, grazie! Il nostro posto è l'opposizione."

LIBRIZZI - Smaltita la sbornia elettorale a Librizzi è tempo di amministrare. E non sarà facile visti i tempi e soprattutto i noti problemi di stabilità finanziaria del Comune che sono stati più volte al centro delle attenzioni della sezione regionale della Corte dei conti. L’amministrazione Di Blasi insediata da circa quindici giorni lo sa bene e sa anche che l’affermazione elettorale, anche se netta rispetto alle altre formazioni, non è certo maggioritaria nel paese. A conti fatti circa un terzo degli elettori ha scelto Di Blasi come sindaco mentre gli altri due terzi hanno sostenuto le altre formazioni in campo: una situazione troppo frammentata per un piccolo centro come Librizzi dove, tra l’altro, a dispetto delle belle intenzioni, la serpe del campanilismo e della rivalità – diciamocelo – tra il centro e le frazioni a valle, soprattutto Colla Maffone, continua strisciare fomentata ad arte anche durante la campagna elettorale in modo più o meno occulto.

Adesso è tempo di amministrare e già nel formare la nuova giunta il sindaco Renato Di Blasi, con una prassi politicamente ragionevole, sta provando ad “allargare” la base politica del suo gruppo. Esiste già una giunta con due assessori nominati in rispetto delle designazioni, Francesca Gugliotta e Francesco Tricoli, e ci sarebbe poi una terza casella assessoriale da riempire. Magari con un nominativo espressione di un’alleanza strategica con una forza esterna e nata per rafforzare il gruppo Comunità e territorio.

Dopo giorni in cui si rincorrevano voci di profferte e missioni diplomatiche anche per mezzo di consiglieri, si è saputo di un recente tentativo di contatto con il gruppo Librizzi Riparte che alle elezioni aveva schierato come candidato sindaco Nunzio Scaglione. E’ stato lo stesso ex candidato sindaco insieme agli attivisti del gruppo a darne notizia nelle scorse ore. “Per una questione di trasparenza nei confronti dei nostri elettori e sostenitori” sottolineano Scaglione e i componenti del gruppo. In buona sostanza il neo sindaco ha invitato Scaglione e gli attivisti di Librizzi Riparte a un tavolo di discussione chiedendo la loro eventuale collaborazione con “possibilità di visibilità in giunta”. Un eventuale accordo programmatico e sostegno all’amministrazione Di Blasi sarebbe stato sancito con la nomina di un assessore in quota Scaglione. Ma all’offerta del sindaco la risposta è stata chiara e netta come scrivono gli stessi ex candidati di Librizzi Riparte: disponibilità al confronto istituzionale nel rispetto dei ruoli di maggioranza e opposizione ma in assoluto nessuna disponibilità su eventuali accordi politici e nomine in giunta. Scaglione ha motivato così il suo “gentil” rifiuto: “un eventuale “accordo” post elettorale, non raggiunto fra l’altro neanche nella fase precedente alla composizione delle liste contrapposte all’amministrazione uscente, aumenterebbe la disaffezione alla politica sminuendo la partecipazione registrata nelle ultime settimane e contrasterebbe con i principi costitutivi del movimento Librizzi Riparte, che ha ottenuto il consenso di quasi trecento elettori.”

“La nostra linea è di opposizione critica e costruttiva – afferma Scaglione - e tale linea resterà inalterata, senza nessuna alleanza di tipo politico. L’Amministrazione Di Blasi, ha l’onore e l’onere di amministrare la comunità librizzese formulando ipotesi e proposte programmatiche concrete per lo sviluppo del territorio e del paese. Lo faccia.”

In poche parole Librizzi Riparte ha rifiutato l’offerta e confermato l’intenzione di fare opposizione, anche da fuori il consiglio comunale, a questa amministrazione. A questo punto è prevedibile che l’amministrazione Di Blasi abbia intavolato altre trattative o stabilito contatti con altri soggetti politici per tentare altre vie. La via meno praticabile sarebbe quella di un accordo con il gruppo Nuovo impegno per Librizzi - unica opposizione in consiglio - visto quello che è accaduto in campagna elettorale: linee politiche troppo distanti e troppe ruggini personali. Ma in politica esistono anche i colpi di scena. 

In ogni caso il neosindaco avrà sicuramente altre alternative già pronte o da vagliare per il terzo assessorato e per provare ad allargare la sua base politica. Dopo la macchina elettorale messa in campo qualche settimana fa e che, evidentemente, ha dato i suoi frutti alle urne adesso sarebbe il colmo se non si riuscisse a trovare la quadra sulla giunta. Staremo a vedere.