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San Piero Patti. L'artista Gabriela Suarez, ospite presso l'atelier di Milo Floramo, racconta la sua esperienza in Sicilia.

Categoria: Cultura
Pubblicato Lunedì, 26 Giugno 2017 00:16
Scritto da Anna Macula
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C'è un po' di Messico nelle vie di San Piero Patti. Da quando il maestro Milo Floramo, presidente dell'Associazione Schegge d'Arte, ha instaurato un proficuo e fruttuoso rapporto di scambio con artisti messicani, primo fra tutti Iván Leaňos, San Piero Patti ha avuto modo di conoscere tanti grandi artisti provenienti da questa splendida terra. Così come il maestro Milo Floramo ha avuto l'opportunità di far conoscere la propria arte in Messico tenendo una serie di corsi di scultura a Zacatecas.

Questa preziosa collaborazione, rafforzatasi durante il Simposio Internazionale di Scultura del 2016 organizzato da Schegge d'arte, è stata suggellata dal gemellaggio tra la città di San Piero Patti e Zacatecas. In quell'occasione gli artisti messicani, nella suggestiva cornice del Convento dei Carmelitani, hanno esposto le loro opere suscitando l'interesse e la curiosità dei numerosi visitatori. A febbraio poi un gruppetto degli artisti è ritornato a San Piero e hanno realizzato nelle vie del quartiere Arabite alcuni murales, ma lo scambio non è finito qui. Il maestro Milo Floramo aveva e ha in mente altri progetti

Nel frattempo presso il suo atelier di via Nino Dante ha ospitato l'artista Gabriela Suarez del Real, figlia d'arte della gallerista Irma Valerio che da oltre 25 anni opera a Zacatecas coinvolgendo attorno a sé un variegato gruppo di artisti.

Siamo andati a conoscere Gabi Suarez nel laboratorio di Milo Floramo mentre ultimava la sua scultura, frutto degli insegnamenti che le ha dato Milo nel periodo della sua permanenza in Sicilia. Appena giunti in laboratorio Gabi ci ha accolti con un sorriso, sfoggiando un ottimo italiano, retaggio del suo precedente soggiorno in Italia. Ci ha spiegato come è nata la scultura che ha realizzato nei giorni della sua permanenza a San Piero e di come si sia resa conto, grazie alla visita di alcuni bambini mentre lei era intenta a scolpire il marmo, che l'Arte va vissuta direttamente, privilegiando l'importanza dei sensi, tutti, non soltanto la vista. Un concetto che, secondo lei, và applicato soprattutto per avvicinare i giovanissimi al mondo dell'Arte.

 

Buongiorno Gabi, grazie per averci concesso questa intervista. Di cosa ti occupi principalmente in Messico? Come hai conosciuto Milo Floramo, come è nato questo scambio?

 

Mi occupo di scultura, fino ad ora su metallo e ceramica, non mi ero ancora cimentata con il marmo. Mi dedico anche alla pittura. Ho conosciuto Milo a Zacatecas nel periodo in cui ha tenuto dei corsi di scultura su ceramica, io parlavo un po' di italiano e così abbiamo iniziato a parlare, gli ho fatto vedee i miei lavori e lui mi ha proposto di venire in Italia. Abbiamo fatto un progetto per venire qui, e adesso ne stiamo facendo un altro per il Messico per aprire un atelier di scultura. Non ci sono atelier di questo genere lì, e Milo è molto bravo nel suo settore sarebbe una buona occasione per lui. L'ideale sarebbe realizzare un atelier come questo che ha a San Piero Patti, sorge in un posto tranquillo, si può lavorare sia dentro che fuori. Credo che siete fortunati ad avere un artista come Milo, e Milo è fortunato a stare qui. In Messico ci parlava spesso del suo paese, di questo territorio, ha portato tanti miei connazionali qui, e noi conosciamo questo posto grazie a lui. Ci ha fatto incuriosire, e adesso molti vogliono venire qui a San Piero. È nato una sorta di interscambio fra noi e lui.

 

Come ti sei avvicinata all'Arte, cosa rappresenta per te?

 

Mi sono avvicinata al mondo dell'Arte grazie a mia mamma, lei ha una galleria d'arte a Zacatecas. Ho studiato Architettura e dopo la laurea sono venuta in Italia, a Firenze, dove ho studiato per otto mesi Designo di interni e ho imparato l'italiano. Ho visitato in lungo e largo Firenze, una città ricca di opere d'arte, e in me è nato questo desiderio di occuparmi di Arte. Quando sono tornata in Messico ho iniziato a coltivarlo, ho seguito dei corsi e ho iniziato a dipingere. Credo che l'Arte sia un modo per parlare con il cuore alla gente attraverso la forma che un artista riesce a plasmare.

 

È la prima volta che vieni in Sicilia?

 

Sì. Una signora qualche giorno fa mi ha chiesto qual era il posto più bello in cui sono stata, e io sorridendo le ho detto “non credere che lo dico perché sono qua, ma il posto più bello che ho conosciuto nel mondo è la Sicilia”. Mi sono innamorata del vostro mare e di questa terra e dico ai miei amici che devono venire qui a vedere il mare perché le foto non rendono come dal vivo. Adesso posso dire che la Sicilia è più bella di Firenze, io amo tanto Firenze ma la Sicilia è un posto meraviglioso.

 

Quindi ti sei trovata bene a San Piero?

 

Sì, la gente è stata molto gentile con me. Io credo che la gente di qui è come il vostro mare. La Sicilia stessa può definire la sua gente, è calda nel senso che è accogliente, ti fa stare bene, è sincera e io la posso paragonare all'acqua del suo mare, chiara e limpida, puoi vedere com'è. La gente qui dice quello che pensa, in maniera chiara e netta, come l'acqua appunto. Il paesaggio, l'ambiente, è tutto bello, ogni singolo angolo. Appena ritornerò in Messico dirò ai miei amici che vorranno visitare l'Italia di venire in Sicilia, di visitare il Sud. In genere quando si dice Italia si pensa sempre alle grandi città, come Firenze, Roma, Milano, non si cita mai il Sud Italia che invece merita di essere conosciuto. Adesso voglio visitare tutto il resto della Sicilia, ma se c'è una cosa che posso dire con sicurezza è che a San Piero ho assaggiato la migliore granita con panna e brioche.

 

Bene, questa è un'ottima pubblicità per noi! La tua permanenza in Sicilia quindi sta volgendo al termine, cosa ti ha trasmesso Milo, cosa porterai in Messico?

 

Quello che ho imparato da Milo è che lui lavora con il cuore, sente il bisogno di trasmettere le sue sensazioni nel marmo creando un'opera. Il suo modo di lavorare è dettato dal suo cuore, è un modo per manifestare sé stesso, e per questo io l'ho ammirato tanto. Mi ha insegnato ad essere innamorata di quello che si fa, a staccarmi dal mondo, a stare concentrata sulla pietra, a imparare a sentirla, a trasmettere ciò che hai dentro nella scultura che stai realizzando. Perché la gente quando la vedrà capirà, percepirà che l'artista ha messo un pezzetto di sé in quell'opera.

 

Oltre all'atelier, quali altri progetti avete in mente di realizzare con Milo?

 

Stiamo facendo un progetto per realizzare sia l'atelier e sia per fare dei corsi, lui è molto bravo a fare corsi, ha la giusta dose di pazienza e poi riesce a coinvolgere chi lo ascolta con il suo modo di fare, con la sua allegria. Basta dire che in Messico, a furia di parlare quasi sempre del suo paese e della sua terra, è riuscito a incuriosire tutti noi. Quindi l'idea che vorremmo portare avanti è quella di fare dei corsi sia in Messico e sia qui, continuare questa bellissima esperienza di scambio reciproco coinvolgendo altre persone.

 

 

 

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