Questo sito, www.iltocco.eu, utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso. Leggi l'informativa per saperne di più.

SPP | Speciale Rifiuti | Bollette TARI: cosa è accaduto? I DATI sulla raccolta differenziata

Una sorpresa per molti cittadini in buona fede convinti che le tariffe sarebbero rapidamente diminuite, come annunciato qualche anno fa. Il recapito delle bollette TARI con importi ben più robusti rispetto agli anni precedenti, è in realtà la sintesi di quanto avvenuto mesi fa, nel pieno della calura estiva. Atti amministrativi ai quali, probabilmente, doveva essere dato subito maggiore risalto prospettando immediatamente ai cittadini quanto scoperto oggi con l’imposizione tributaria.

L’ultimo giorno del mese di luglio il consiglio comunale si riunì per approvare il vigente piano finanziario del servizio di gestione rifiuti e le allegate tariffe. In realtà un piano per il 2017 già esisteva, ma era necessario modificarlo con l’inserimento di altre quote. Queste importanti variazioni, complice la bella stagione, non alimentarono un particolare interesse politico e un’attività di informazione all’esterno dell’aula che forse si sarebbe dovuta attuare presso la cittadinanza.

La situazione odierna è il frutto di una serie di scelte, atti amministrativi e vicende che occorre osservare complessivamente e in modo cronologicamente ordinato.

 

Cosa è accaduto?

Il 2 marzo 2017, il commissario straordinario Giuseppe Nasello, in sostituzione del consiglio comunale sciolto nel novembre precedente, approvò il piano finanziario del servizio gestione rifiuti 2017 con la relativa determinazione delle tariffe. Si tratta di un documento di programmazione, redatto ogni anno, nel quale sono previsti tutti i costi di gestione per l’espletamento del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti e pulizia delle strade. Il costo totale previsto ammontava a 329.149,98 euro, ben al di sotto degli oltre 391mila euro del 2016.

Il 21 luglio l’ufficio tecnico comunicò al responsabile dei servizi finanziari che a seguito di aggiunte apportate al servizio occorreva integrare il piano di oltre 43mila euro. A questa somma era necessario anche sommare debiti fuori bilancio per più di 63mila euro, riferiti a spese effettuate nel 2016 in aggiunta a quanto era stato preventivato per quell’anno. Secondo la prassi, i debiti fuori bilancio relativi al servizio devono essere inseriti nel piano dell’anno successivo. Il totale aggiunto fu di 106.516,59 euro, quasi un terzo del piano finanziario 2017, modificato e sottoposto all’attenzione del consiglio comunale il 31 luglio. Sugli scranni consiliari giunse così un piano da 456.368,53 euro. Non si tratta solo di una semplice addizione poiché furono rivisti tutti gli importi nelle varie voci che compongono il prospetto. Oltre ai debiti fuori bilancio per il 2016 e alle spese aggiunte non previste per il 2017, resta una differenza di 20.701,96 euro, esattamente coincidente con la voce “Costi Generali di Gestione”, nella stesura di marzo riportata con una cifra pari a zero. Modifica importante e sostanziale. Errore o altra necessaria integrazione a fronte di novità nel servizio? Il consiglio comunale lo approvò, con i voti favorevoli della maggioranza e l’astensione dei quattro consiglieri di minoranza.

Confrontando il piano vigente, approvato a luglio, con il primo elaborato a marzo e con quello del 2016, notiamo che sono diverse le voci a variare sensibilmente tra i tre documenti. In realtà ciò potrebbe avere una motivazione tecnica e non destare eccessivo stupore, considerate le modifiche nel tempo intervenute nei servizi di spazzamento, raccolta dell’umido, differenziata.

I debiti fuori bilancio relativi al 2016, essendo riferiti al servizio, potevano essere coperti solamente attraverso le entrate dai tributi TARI a esso collegati. Vale il principio secondo cui le spese devono essere coperte direttamente dalle risorse. Questo è quanto riportato nella proposta presentata a luglio in consiglio e ribadito durante la seduta, nonostante l’ex sindaco Ornella Trovato, in un comunicato diffuso qualche giorno più tardi, affermò che sarebbe stato possibile impiegare il generoso avanzo di gestione scaturito dall’approvazione del bilancio consuntivo dell’ente, pari a oltre 237mila euro. Nello stesso comunicato, riferì anche che nel 2016 i costi dello spazzamento erano stati ridotti di 62mila euro ponendo il costo a carico del comune. In pratica, questo servizio era svolto direttamente con l’ausilio di personale comunale.

Una vicenda di natura strettamente tecnica e amministrativa, difficile da sintetizzare e comprendere per il cittadino medio con l’unica certezza di ritrovarsi in mano imposte pesanti da onorare, dopo essersi anche impegnato nel differenziare i propri rifiuti domestici. Quali motivi hanno comportato un aumento dei costi, rispetto a quanto preventivato a marzo, per ben 43mila euro e oltre, se consideriamo il totale di 456mila euro? La raccolta dell’umido un giorno in più a settimana può avere inciso così tanto? E qual è il costo reale dello spazzamento, adesso caricato nel piano finanziario? Senza dubbio sono stati compiuti errori di valutazione e i piani precedenti all’attuale erano molto sottostimati. Ogni scelta, seppur necessaria e richiesta, comporta un costo. Ma ogni spiegazione necessaria è adesso dovuta in modo dettagliato.

In realtà il nodo centrale di tutta la questione resta un altro. La raccolta differenziata avrebbe già dovuto determinare, e siamo certi che così sarà in futuro, una sensibile diminuzione dei costi complessivi. Allo scopo di far luce su questo aspetto, qualche giorno fa il gruppo consiliare San Piero in Comune ha depositato un’interrogazione nella quale si richiedono al sindaco dati precisi relativi agli ultimi anni. Percentuale dei rifiuti differenziati raccolti e quantitativo di ogni singola tipologia (vetro/lattine, carta, plastica), costo della raccolta nelle frazioni, ammontare dei rifiuti ingombranti, servizio spazzamento. Informazioni in grado di descrivere quanto reso alla collettività e tracciare uno schema delle necessità.

 

I numeri della raccolta differenziata

La risposta è già in parte contenuta nei dati dell’ufficio speciale per il monitoraggio e l’incremento della raccolta differenziata della Regione Siciliana. Nonostante i numerosi sacchetti colorati lasciati davanti alle porte il mercoledì mattina, San Piero Patti è ancora lontano da potersi definire un comune virtuoso.

Le percentuali di raccolta differenziata sul totale mensile dei rifiuti prodotti varia, nel 2017, dal 18,6% di giugno al 35,3% di marzo. Dati ancora troppo lontani da qui comuni dove si supera il sessanta o settanta per cento, o dagli oltre ottanta punti di Monterosso Almo, piccolo centro di circa 3000 abitanti in provincia di Ragusa.

 

Percentuali raccolta differenziata rifiuti e totale RSU nel comune di San Piero Patti, anno 2017

 

Gennaio: 24,4% raccolta differenziata – 91.680 T rifiuti solidi urbani (totale)

Febbraio: 32,4% - 80.220 T

Marzo: 35,3% - 73.100 T

Aprile: 22,1% - 84.070 T

Maggio: 29,1% - 83.210 T

Giugno: 18,6% - 105.790 T

Luglio: 19,9% - 121.010 T

 

Fonte: Regione Siciliana – Ufficio Speciale per il monitoraggio e l’incremento della raccolta differenziata presso i comuni della Sicilia

 

È possibile realizzare vero risparmio solo quando la percentuale del differenziato aumenta. Ma forse per raggiungere questo obiettivo occorrerà attendere l’introduzione di nuove modalità di raccolta con premialità in bolletta, meccanismo in grado di stimolare il cittadino. Obiettivi già più volte discussi anche in consiglio comunale e che si spera di vedere realizzati con la prossima gestione in società con il comune di Librizzi attraverso la creazione dell'ARO.

 

Rifiuti nelle strade

In attesa di chiarire la questione, continua a piovere sul bagnato. Oltre alla stangata d’autunno, oltre alle comprensibili incertezze della cittadinanza circa la situazione, alle quali il sindaco e l’amministrazione dovranno fornire risposte precise circa l’accaduto, resta anche il problema di alcuni orfani da cassonetto che continuano ad abbandonare i sacchetti, contenenti qualsiasi tipo di rifiuto, là dove prima erano collocati i raccoglitori.  Nonostante il servizio porta a porta sia attivo da mesi per ogni tipologia di rifiuto compreso l’indifferenziato, alcuni cassonetti sono stati rimossi solo nelle ultime settimane.  È un effetto dovuto, oltre all’inciviltà, a evidenti differenziali informativi determinati dalla carenza di serie attività di sensibilizzazione e comunicazione, considerato che accanto alle cataste di immondizia sono frequentemente abbandonati ingombranti. Chi abbandona un elettrodomestico per strada dimostra inciviltà ma anche scarsa perspicacia o disinformazione, considerato che il ritiro a domicilio è previsto ogni ultimo giovedì del mese su prenotazione e che tre volte a settimana è possibile conferire questi rifiuti al centro comunale di raccolta di via Due Novembre. Problema simile riguarda i cassonetti rimasti nelle frazioni, dove non è effettuata la raccolta porta a porta, continuamente stracolmi di rifiuti provenienti dal centro urbano e che per pigrizia o altri oscuri motivi non vengono differenziati. E qualche volta, in quelle località situate lungo le strade provinciali principali, si tratta di immondizia proveniente da altri comuni, subita passivamente ma con comprensibile insofferenza dai residenti che si ritrovano con cassonetti immediatamente stracolmi dopo lo svuotamento.

Pessime abitudini, difficili da comprendere e per le quali non possono esistere alibi. Le nuove modalità di raccolta e gestione, iniziando a livello domestico, rappresentano l’unico e irrinunciabile approdo dopo decenni nei quali il territorio siciliano è stato riempito da discariche che non saranno mai bonificate, bombe ecologiche in eredità ai posteri. Solo una sana e attenta amministrazione della cosa pubblica, unitamente alla pratica di buone pratiche alle quali ogni cittadino deve adeguarsi, potranno contribuire alla salvaguardia dell’ambiente e del portafoglio. È necessaria una presa di coscienza forte, ognuno per il proprio ruolo, affinché quanto avvenuto negli anni, con l’ATO, le ordinanze e la gestione nell’urgenza possa essere solo un ricordo per i siciliani. San Piero deve fare la sua parte.

© RIPRODUZIONE RISERVATA