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S. Piero Patti | Se ci togliete anche la vecchia "Sicilcassa"...

S. Piero sta per perdere l’ultima agenzia bancaria che gli era rimasta. Dopo la chiusura del Credito Siciliano (ex Banca Popolare S. Angelo) avvenuta qualche anno fa, il prossimo 20 luglio chiuderà definitivamente i battenti anche l’agenzia dell’Unicredit- Banco di Sicilia che ha sede in piazza Duomo. I tagli dettati dalla ristrutturazione interna del gruppo bancario non risparmieranno neanche la sede sampietrina dove già da tempo i servizi di sportello erano limitati a un solo turno settimanale. L’amministrazione comunale, su sollecitazione dei cittadini e dei gruppi consiliari di maggioranza e opposizione, nelle scorse ore ha avuto un incontro con i dirigenti dell’Unicredit per provare almeno a strappare alcune agevolazioni ai tanti correntisti sampietrini. Secondo il gruppo Tutti per S. Piero "si è registrata una buona disponibilità a venire incontro alle esigenze della clientela sampietrina. C'è la massima disponibilità di UniCredit ad alleviare i disagi. E’ stata avanzata la proposta di prevedere il POS gratuito ai commercianti, abbassare il costo-commissione, operazioni Bancomat presso lo sportello di Poste Italiane e con Credito siciliano (il cui bancomat continua ad essere in servizio in piazza Duomo) senza commissioni." Inoltre il sindaco Salvino Fiore ha chiesto un riscontro per iscritto sull’attivazione del nuovo bancomat Unicredit che continuerà a essere in servizio. E mentre l’amministrazione ha chiesto che tutte le proposte vengano formalizzate per essere poi comunicate a tutti i correntisti, è ormai chiaro che il centro sampietrino dovrà rinunciare all’ultima agenzia bancaria.

Purtroppo i margini per bloccare scelte di questo tipo da parte delle grandi imprese bancarie sono quasi inesistenti. I grandi gruppi ormai da tempo perseguono una tendenza alla riduzione dei costi per la rete di agenzie e così le sedi meno redditizie e al di sotto della quota minima di clienti e transazioni (a S. Piero oggi sono circa 800 i correntisti) vengono tagliate. Probabilmente le uniche banche a resistere saranno quelle a base locale, come quelle cooperative, ma il nostro comprensorio, come noto, non ha mai avuto la forza, la possibilità (o la volontà) di crearne una. L’unico esempio più vicino che ricordiamo è la Cassa rurale e artigiana di Raccuja la cui storia si concluse negli anni ’90. L’agenzia sampietrina che ancora per qualche settimana porterà il nome di Unicredit era in origine una sede del Banco di Sicilia e prima ancora della Cassa centrale di risparmio Vittorio Emanuele (la Sicilcassa), una banca in parte pubblica, in cui anche la nostra Regione in più fasi mise fior di quattrini (i miliardi della ricapitalizzazione degli anni '90) e che poi fu acquisita (o svenduta?), insieme al Banco di Sicilia, dai grandi gruppi nazionali che oggi tagliano e smobilitano dai territori. Grandi errori della politica nazionale e regionale che ancora oggi, a distanza di oltre due decenni, continuano a causare grandi disagi e danni. E il territorio resta sempre più povero.