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«Disturberò anche la Chiesa». Massimo Natoli scende in campo

Categoria: Politica
Pubblicato Giovedì, 11 Settembre 2014 13:55
Scritto da Filippo Accordino
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Il neo assessore Natoli (foto Loiacono Agostino)

Sono passati meno di tre giorni dalle vicende che hanno visto il consiglio comunale di San Piero Patti cambiare il proprio assetto. Come una goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno, nonostante non tutti lo percepissero al di fuori delle mura del palazzo municipale, gli eventi hanno comportato scelte da parte della Trovato. Il sindaco ha revocato l’incarico assessoriale a Graziella Ardiri e questa volta senza perdere tempo, senza aspettare lunghi periodi come accaduto in altre occasioni, ha immediatamente ristabilito la squadra al completo con il rientro di Massimo Santi Natoli. È un ritorno se consideriamo il suo precedente incarico ricoperto nella seconda parte della passata legislatura.
Per i sampietrini si tratta di un volto noto, non estraneo alle mura dei palazzi e caratterialmente conosciuto. Un assessore robusto dalle idee forti, un’esplosione di progetti, passione e novità che per la loro realizzazione vanno qualche volta a scontrarsi con le difficoltà reali. Sicuramente un buon bagaglio di competenze, maturate anche in esperienze non politiche come quelle dell’arte presepiale organizzate da Natoli da oltre venticinque anni. Le parole spese nell’intervista a noi rilasciata sono molte… seguiranno i fatti? Riuscirà il nuovo assessore, arrivato a metà mandato in una giunta e con un consiglio spezzettato, a dare concretezza alle idee? Coopererà con la squadra dando le risposte giuste per il rilancio di San Piero Patti, coniugando valorizzazione di strutture quasi cattedrali nel deserto e creazioni di opportunità lavorative?


Come si configura questo ritorno?

«È un piacere, so come lavora il nostro sindaco. Nel 2011 ero più preoccupato. Sono contento, ho sostenuto questa amministrazione dall’inizio. Nel 2012 non mi sono candidato ma ho sostenuto questa amministrazione anche nel consiglio comunale. Candidai mio cognato Giuseppe Martino. Ho dato un aiuto anche all’avv. Angela Paladina. Non è stata una strategia: mi fu detto di dare spazio ai giovani e che dopo qualche anno sarei ritornato in giunta.»

 

Il neo assessore Natoli ha ricevuto la delega alle politiche per il lavoro. Non si tratta di una delega destinata a restare da sola: in settimana il sindaco rivedrà sicuramente le competenze di ogni membro della giunta per amalgamare la sua squadra.

 

«Se mi sarà ridato il turismo o qualche altra cosa io non rifiuto, ma se mi sarà dato qualcosa di nuovo cercherò di fare squadra come dice il sindaco. I violini non servono, serve una squadra dove tutti quanti cerchiamo di portare avanti tutti i problemi che ci sono. Si deve avere il coraggio, se si fallisce, di dirlo. Non si può dire sempre che siamo bravi. È importante l’umiltà di spiegare… quattro occhi vedono meglio di due. Oggi è un momento difficile. I giovani non trovano più il futuro, vanno via dall’Italia. 600-700 euro in paese corrispondono a due stipendi perché comunque stai in paese, non hai problemi della casa.»

 

Ma Natoli arriva in un momento particolare, con un consiglio comunale adesso veramente frammentato e sicuramente in gran parte tacitamente sfavorevole in partenza a questa amministrazione:

 

«La mia entrata in giunta non è di scontro a nessuno. Alle provocazioni non rispondo e non sono entrato per togliermi qualche sassolino dalla scarpa. Voglio essere con tutti a trecentosessanta gradi. Io avevo lasciato dei progetti. Ho chiesto al sindaco se c’era la possibilità di completare ciò che avevo iniziato. In questo momento va completato il programma che Ornella Trovato ha presentato nel 2007. Oggi penso che i punti previsti dall’amministrazione sono stati svolti al 70%. È un momento di crisi. Il bilancio non ha molte risorse e si è riusciti in un momento difficile a togliere la TASI, ha avuto il coraggio di togliere questa tassa.»

 

Politiche per il lavoro. In tempi di emorragia di giovani verso mete oltre i confini nazionali e di generale sfiducia, questa delega rappresenta una forte responsabilità. Tra le elemosine offerte dai vari piani regionali rivolti ai giovani e la mancanza di un rinnovato apporto economico introdotto nelle nostre zone, oggi il lavoro è veramente una questione difficile. I nostri paesi sono passati, nel precedente secolo, da un’economia basata sull’agricoltura al commercio e ai servizi: oggi qual è la chiave vincente? Come è possibile sfruttare le strutture che abbiamo, ad esempio l’auditorium comunale e il polo museale della zona Castello?

 

«Io ci ho creduto. Ho creduto nei giovani. Una struttura così grande, è più grande del palazzo di Taormina dove fanno il Film Festival. Penso che va potenziato, si devono coinvolgere dei giovani che possono correggere alcune cose, inserire altro oltre al museo dei vangeli, far partire cinema e teatro anche per il comprensorio. Cercherò di mettermi in contatto con il teatro Vittorio Emanuele, conosco il direttore artistico Ninni Bruschetta. Potrebbe essere anche adoperato per le prove.
Uniamo le nostre forze con tutti. Disturberò anche la Chiesa… si può fare un protocollo di intesa, in questa bella struttura poter mettere delle opere, le belle meraviglie delle Chiese di Santa Maria e San Pancrazio, tramite una cooperativa o un’associazione che può tenere aperto. Cominciamo a far pagare un euro simbolico, non è un guadagno ma un coprire delle spese. L’amministrazione può mettere le spese, ma non fare altro, creare posti di lavoro.»

 

E in seno alla giunta, come sarà il rapporto con gli altri assessori?

 

«Venerdì abbiamo il primo incontro con gli altri colleghi. Ho un progetto che penso possiamo realizzare. Non voglio essere il primo della classe, non lo sono stato mai. Ciò che realizziamo è per il bene del paese. Salvatore Taranto sono convinto possa dare un buon contributo. Lo ricordo capogruppo della maggioranza. In due mesi dalla delega è riuscito a chiudere un bilancio con competenza. L’ho visto all’opera su come cercare fondi e risorse. Può essere d’aiuto nel suo nuovo ruolo. Aver fatto più di dieci anni il consigliere comunale gli ha dato conoscenza amministrativa. Loredana non ho avuto modo di conoscerla. Ha ereditato le mie deleghe. In due anni e mezzo le cose sono però cambiate.»

 

Ma Natoli, nel suo stile, si rivela sempre generoso in elogi alle realtà attive del paese.

 

«Il servizio civile ha figure utili: mi riferisco alla Misericordia, alla Pro Loco. Non è uno stipendio, ma nel nostro paese sta diventando un primo grado di economia per un anno. Se cercassimo dopo un anno di poter fare qualcosa attraverso forme di associazioni e cooperative… l’amministrazione non può sopportare servizi. Quando c’è un taglio di trasferimenti si va a cozzare sui servizi.»

 

E nel suo stile, non mancano riferimenti ai giovani e alla tecnologia. E un ritorno dell’agricoltura?

 

«Noi siamo ricchi nel noccioleto, ma siamo stati colpiti, si dovrebbe studiare il problema con le competenze. Un rilancio dei prodotti tipici di nicchia, il prodotto lo dobbiamo promuovere con nuove tecnologie e col mercato elettronico.»


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