Questo sito, www.iltocco.eu, utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso. Leggi l'informativa per saperne di più.

Parco o non parco

Categoria: Notizie
Pubblicato Giovedì, 16 Gennaio 2014 14:58
Scritto da Filippo Accordino
Visite: 3145

Si dice che un tempo la Sicilia fosse un giardino. Oggi la nostra regione si presenta con una moltitudine di ambienti e paesaggi e questa eterogeneità la rende ancora più ricca di fascino. Se la osserviamo in una fotografia satellitare, noteremo subito che i monti Nebrodi, insieme alle Madonie e alle foreste del Parco dell’Etna, costituiscono il vero polmone verde. Parchi, oasi e riserve sono nati in tutta Italia per tutelare e fornire ampie possibilità a territori particolarmente belli che vanno tutelati.
La zona situata ad oriente dell’attuale Parco dei Nebrodi, senza dubbio presenta molte caratteristiche e alcuni luoghi unici tali da destare meraviglia per la bellezza della natura. Tanto per citarne qualcuno: l’area di Pizzo Cocuzza, già interessata da percorsi naturalistici; la zona che, superata la frazione di Santa Maria di Montalbano Elicona, ci conduce alle vette di Polverello, dove troviamo una ricchezza floristica, faunistica e rurale di estremo interesse, in forte contrasto con la presenza del parco eolico; le rocche di Argimusco nel comune di Montalbano Elicona.
Entrare a far parte del Parco dei Nebrodi, area protetta d’importanza regionale, potrebbe rappresentare un’opportunità. Il primo articolo dello statuto dell’Ente Parco, pone come obiettivi la salvaguardia e la valorizzazione delle ricchezze ambientali, la bonifica delle aree degradate, ma anche «il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni residenti, promuovendo lo sviluppo delle attività produttive e lavorative tradizionali e l'uso sociale e pubblico dei beni ambientali, favorendo le attività culturali e ricreative, nonché quelle turistiche e sportive».
La proposta vagliata nelle ultime settimane dai nostri consigli comunali, sembra essere allettante. Entrare a far parte ci circuiti, consorzi, o enti sovracomunali per la valorizzazione dei singoli territori è sempre una buona prospettiva, purché alla base le intenzioni siano reali, le possibilità siano concrete e non ci si ritrovi a far parte di un gruppo senza reali vantaggi, o peggio rinunciando in qualche modo anche alla propria autonomia operativa su molti settori. E nella speranza che possano essere svolte tutte le valutazioni del caso, pensiamo al nostro territorio, a cosa diverrebbe se, parco o non parco, riuscissimo a valorizzare ciò che la natura ci ha gentilmente e gratuitamente offerto.