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Sapori&Ricordi (23). La pasta con i fiori di zucca

Oggi, nel mio orto, fanno capolino, allegri e vivaci, dei bellissimi fiori di zucca! E’ il momento giusto per raccoglierli: sono ben aperti e di un bel colore arancio luminosissimo, sembra quasi che abbiano rubato tutti i raggi del sole! Per il nostro ventiduesimo appuntamento con le ricette direi che una bella pasta con i fiori di zucca sarebbe una vera delizia!I fiori di zucca bisogna consumarli così, appena raccolti; poco importa se qualche formichina ha deciso di esplorarli, basterà scuoterli un po’ e passarli sotto l’acqua corrente. Bisogna anche privarli del pistillo poiché, a quanto pare, darebbe un sapore un po’ amarognolo. Per la nostra ricetta, molto semplice e delicatamente saporita, gli ingredienti per 4 o 5 persone sono...

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Sapori&Ricordi (22). Il gelo di mellone

Siamo al ventiduesimo appuntamento con le ricette e, in coincidenza con la calda estate, ci vuole qualcosa di fresco! Niente di meglio del palermitanissimo “gelo di mellone” (le due elle perché, a Palermo, l’anguria viene proprio chiamata “mellone”). Si tratta di una specie di gelatina, o budino, che si fa con il succo dell’anguria. C’è chi dice che l’origine di questo dolce sia da attribuire alle popolazioni che dall’Albania vennero a stanziarsi nei territori siciliani in cui, ancora oggi, risiedono, nei quali, data l’abbondanza d’acqua, era possibile coltivare le angurie. Altri sostengono che furono gli Arabi ad inventarlo, arricchendolo con i colori e i profumi della Sicilia quali il cioccolato, il pistacchio ed il gelsomino. Comunque...

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Sapori&Ricordi (21). La parmigiana di melanzane

Una ricetta tipicamente estiva per il nostro ventunesimo appuntamento! La parmigiana di melenzane è un piatto tipicamente siciliano, benché il nome “parmigiana” possa far pensare a Parma ed al formaggio “parmigiano”. L’origine di questo termine risale, invece, alla parola “parmigiana”, riferita ai listelli di legno sovrapposti che formano quella che oggi chiamiamo “persiana”, cioè il tipico infisso mediterraneo che scherma il sole lasciando passare l’aria. Oppure può anche risalire alla parola “petroniana”, riferito ad una varietà di melenzana particolarmente adatta a preparare questa pietanza, le cui origini sono arabe. Furono gli arabi, infatti, ad importare questo ortaggio dall’India.E’ importante la scelta delle melenzane, infatti...

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Sapori&Ricordi (20). Le sarde a beccafico

Per il nostro ventesimo appuntamento un secondo piatto gustosissimo: sarde a beccafico, un connubio di sapori e odori che si mescolano rendendo la pietanza particolarmente saporita e ghiotta. E’ una della tante ricette tramandateci dai domestici delle cucine baronali siciliane. Infatti costituisce la modifica di un piatto prelibato nel quale, invece delle sarde, c’erano degli uccelletti chiamati “beccafichi” i quali, ghiotti per l’appunto di fichi, diventavano particolarmente cicciottelli e costituivano una leccornia delle tavole nobiliari. Il popolo, non potendosi permettere gli uccelletti, utilizzava le sarde. In Sicilia esistono molte varianti di questa ricetta. Quella che vi propongo, naturalmente, è quella palermitana.Ingredienti...

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Sapori&Ricordi (19). Il timballo di anelletti alla palermitana

Per il nostro diciannovesimo appuntamento con le ricette il primo piatto per eccellenza della cucina palermitana : il timballo di anelletti, un trionfo di sapori e un miscuglio di culture. Il “timballo”, infatti, lo ereditiamo dalla dominazione araba in sicilia mentre, l’uso della” besciamella”da quella francese; tutto il resto dalla fantasia e dall’abilità delle nostre nonne.Il formato di pasta, l’”anelletto”, è tipicamente palermitano e, un tempo, era molto difficile reperirlo altrove poiché veniva prodotto solo da pastifici locali. Si presta molto bene per questo tipo di pietanza che possiamo definire tipica da gita fuori porta in quanto,preparandola il giorno prima, veniva trasportata con tutta la teglia per i pranzi in campagna o...

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Sapori&Ricordi (18). Il timballo di peperoni

Siamo alla diciottesima ricetta, arriva l’estate e l’orto si colora di rosso, di verde, di giallo! E’ tempo di peperoni! Non li conoscevamo prima della scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo il quale è il primo a parlare di questo “piccante” ortaggio; in effetti nel ‘500 non fu molto apprezzato proprio per la sua piccantezza ma, a poco a poco, furono selezionate varietà via via più dolci, così, il peperone, divenne uno dei protagonisti nel colorato paniere dei nostri ortaggi. Per molte persone i peperoni sono indigesti ma basta spellarli, magari arrostendoli prima, per eliminare questo inconveniente.In questa ricetta, come spesso accade nel palermitano, si fa uso della “mollica”. Con questo termine, però, il palermitano...

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Sapori&Ricordi (17). Il "gattò" di patate

O, per meglio dire, “Gateau”, visto che abbiamo preso in prestito questa ricetta dai nostri cugini francesi! Siamo alla nostra diciassettesima ricetta e, da buona palermitana, non potevo dimenticare questa pietanza che fa parte dell’antica tradizione di questa città la cui aristocrazia amava imitare la cucina francese. Già nel seicento pasticci e timballi preparati da abili cuochi francesi, i “ monsù”, così i siciliani deformavano il termine “monsieur”, imbandivano le tavole dei nobili ed il gattò di patate era uno dei preferiti. Essendo gli ingredienti abbastanza a buon mercato, passò ben presto dalle tavole aristocratiche a quelle della gente comune. A quell’epoca, poi, raramente veniva cotto al forno, bensì in padella, rigirandolo con...

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Sapori&Ricordi (16). La carne alla pizzaiola

Per la sedicesima ricetta un secondo piatto molto gustoso e semplice da realizzare: la carne panata alla pizzaiola. La carne alla pizzaiola è una pietanza tipica del sud-Italia, le cui origini affondano nell’antica Napoli e nasce come piatto di recupero per riciclare gli avanzi della carne o del sugo in esubero. Così, quale antico retaggio del Regno delle due Sicilie, da Napoli a Palermo il passo è breve .I nostri antenati palermitani, abituati anch’essi al riciclo e all’arricchimento di cibi poveri o di scarsa qualità, inventano la carne panata, una sorta di cotoletta senza uovo ma con solo olio, mollica e un po’ di pecorino, Anzi, per la precisione, anticamente, al posto dell’olio si usava la sugna, che contribuiva a dare morbidezza...

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Sapori&Ricordi (15). La provola all'argintera

Per il quindicesimo appuntamento con le ricette settimanali, protagonista è un formaggio tipico e antico del nostro territorio : la provola. La sua forma è a pera con un breve collo sormontato da una testa a palla e dal peso di circa 1 kg. Ha un odore gradevole e un sapore dolce e delicato, soprattutto quando è fresca. La sua pasta morbida e compatta ha un colore giallo paglierino.Val la pena di ricordare la sopravvivenza nei Nebrodi ed in particolare a Floresta, dell’antica consuetudine di produrre, con la stessa pasta filata della provola, piccoli formaggi a forma di cavallucci. Sono forme piccole, assai apprezzate come doni. Furono presentati per la prima volta alla Mostra Etnografica Siciliana che si svolse a Palermo nel 1892.La...

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Sapori&Ricordi (14). La cipolla in agrodolce

Per il nostro quattordicesimo appuntamento con le ricette protagonista sarà la cipolla! Questo “profumato” ortaggio è largamente consumato per la preparazione di primi piatti, sughi, secondi piatti, insalate e piatti unici. Molte sono le varietà che si distinguono per forma, dimensioni e colore che varia dal bianco al giallo paglierino, al rosso, al violetto. Particolare il sapore come anche l’odore e fastidioso, anzi fastidiosissimo, al momento del taglio, il suo provocare copiosissime lacrime! Uno dei rimedi a questo inconveniente è quello di affettare le cipolle sotto l’acqua corrente. Ma val la pena di soffrire sia per le tante proprietà benefiche per il nostro organismo, sia per il gusto che danno ad ogni nostra pietanza!E’ un...

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Sapori&Ricordi (13). La pasta con le fave fresche

Siamo ala tredicesima ricetta e, come spesso accade, mi sono lasciata ispirare da ciò che la natura, coadiuvata dalla mano dell’uomo, ci offre generosamente in questo periodo: le fave.Il centro d’origine delle fave è stato identificato nell’area mediterranea e risale a molti millenni fa, addirittura all’età del bronzo! Più in là, nell’antica Grecia, nacque la superstizione che nelle fave albergassero le anime dei morti e Platone asseriva che ai pitagorici era proibito mangiarle perché provocavano un fastidioso gonfiore nocivo alla tranquillità spirituale di chi cercava la verità. Per Aristofane, essendo le fave molto nutrienti ed anche afrodisiache, erano il cibo preferito da Ercole, noto per le sue fatiche, ma anche per essere un...

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Sapori&Ricordi (12). Il Biancomangiare

Per il nostro dodicesimo appuntamento ecco un semplicissimo dolce al cucchiaio, facile da eseguire e adatto come dessert di fine pasto o di metà pomeriggio.La sua origine è arabo-francese, veniva preparata in epoca medievale e si diffuse in Italia verso il XII secolo. Protagonista era il latte di mandorla, ma, in origine, era un piatto salato ed era concepito anche come minestra o come salsa da versare su carni o pesci lessi. Fu un cuoco francese  a trasformarlo in un dolce ed anche in Sicilia, dove tutto si trasforma e come racconta Giuseppe Pitrè nel suo libro “ La vita in Palermo cento e più anni fa”, il biancomangiare era un dolce a base di mandorle che, nella Palermo del ‘700, veniva preparato dalle monache di clausura. Anche...

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Sapori&Ricordi (11). Le scaloppine al marsala

Per l’undicesima ricetta ho pensato ad un secondo piatto molto semplice, gustoso e di facile realizzazione. La “nota” siciliana di questa pietanza è senz’altro il marsala, un vino che è il fiore all’occhiello del territorio trapanese ed al quale sono molto affezionata per tradizione familiare. E’ un vino molto aromatico e profumato che, a seconda delle versioni (secco o dolce), viene consumato  sia come accompagnamento a frutta o dessert, sia per arricchire, come in questo caso, le pietanze. E’ un vino che ci riporta indietro nella storia, al periodo florido e felice per la nostra isola ed in particolare per la città di Palermo, denominato “Belle Epoque”. Parliamo dei primi del ‘900 ed in particolare della prestigiosa famiglia Florio, le...

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Sapori&Ricordi (10). La pasta con il finocchietto selvatico

Primavera, tempo di passeggiate all’aria aperta! Così, passeggiando nella campagna intorno a casa mia, mi sono imbattuta in quello che sarà il protagonista della mia decima ricetta: Il finocchietto selvatico! Ottimo condimento per un bel piatto di pasta! Pare che questa pianta abbia origini molto antiche; nasceva spontanea in Grecia, nella pianura di Maratona, teatro di una famosa battaglia fra ateniesi e persiani. I greci lo chiamavano “marathon”. Ma furono i romani a diffonderlo in tutta Europa. Il suo nome latino era “faeniculum”, cioè piccolo fieno. E proprio nell’antica Roma fu coniato il detto “ non farsi infinocchiare” poiché lo utilizzavano per coprire gli odori dei cibi poco freschi o per mascherare il gusto del vino non troppo...

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