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S. Piero Patti. IMU sui terreni: penalizzati dall'altitudine. "Progetto Paese" propone di spostare il municipio a Ramondino o Sambuco per mantenere l'esenzione

Categoria: Politica
Pubblicato Martedì, 13 Gennaio 2015 18:35
Scritto da Salvatore Pantano
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Come avvenuto già in qualche comune del resto della Penisola, anche a S. Piero Patti alcuni consiglieri comunali rispondono con una proposta provocatoria ai provvedimenti del governo Renzi che hanno rideterminato i criteri per l’esenzione dell’IMU sui terreni agricoli per i comuni definiti “montani”. In buona sostanza, secondo la nuova normativa (il D.L. 66/2014 e il decreto interministeriale dello scorso 28 novembre) il criterio principale per l’esenzione dall’IMU “agricola” è la quota d’altitudine del comune rispetto al livello del mare con riferimento alla sede municipale. Tutti i comuni fino a 280 m. sul livello del mare non avrebbero nessuna esenzione; nei comuni tra 281 e 600 m. l’esenzione sarebbe riconosciuta solo ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali; nei comuni al di sopra dei 600 m. sarebbe prevista l’esenzione totale. S. Piero Patti sarebbe quindi uno dei comuni penalizzati da questa nuova normativa. La sede comunale si trova nel centro storico la cui altitudine è di 448 metri s.l.m. e per questo, per il nuovo anno di imposta, il 2014/15, anche i proprietari di terreni saranno soggetti al pagamento dell’IMU la cui scadenza, secondo il decreto legge n. 85 del 6 dicembre 2014, è stata prorogata al prossimo 26 gennaio. L'aliquota per l'IMU sui terreni potrebbe variare dal 4,6 al 10,6 per mille a seconda della deliberazione del consiglio comunale. In caso di mancanza di delibera verrebbe fissata al 7,6 per mille secondo il decreto 66/2014. Il Comune di S. Piero Patti intanto si è già visto decurtare nei trasferimenti dello Stato, in particolare dal fondo di solidarietà, ben 126 mila euro, quello che secondo i calcoli tabellari dovrebbe essere il gettito della nuova IMU “agricola”. 

Ma i consiglieri d’opposizione del gruppo “Progetto Paese” non ci stanno e così hanno formulato una mozione indirizzandola al presidente del consiglio comunale Alfonso Schepisi prospettando anche una soluzione dal sapore provocatorio. Da un lato i consiglieri Pagana, Di Dio, Ferro, Camuti e Di Bella chiedono che l’amministrazione comunale sampietrina si rivolga alla sezione regionale dell’ANCI- associazione che riunisce i sindaci d’Italia-  facendosi promotrice di ulteriori ricorsi e azioni politiche e giuridiche come quelle già intraprese da altre sezioni regionali dell’associazione (Anci Umbria, Anci Veneto, Anci Liguria, Anci Abruzzo) contro i provvedimenti del Governo, dall’altro propongono, nel caso gli attuali ricorsi al Tar del Lazio e l’eventuale appello al Consiglio di Stato dovessero andare a vuoto, che il consiglio comunale dia indirizzo (in questo caso occorrerebbe la modifica allo statuto comunale) affinché l’amministrazione comunale trasferisca la sede municipale in una tra le ex scuole di Ramodino e Sambuco, frazioni che si trovano oltre il limite dei 600 metri. Secondo Progetto Paese «questa nuova norma rappresenta un atto di ingiustizia nei confronti del mondo agricolo e non fa altro che aumentare la pressione fiscale su beni improduttivi o in dissesto come buona parte dei terreni ricadenti nel territorio comunale».

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