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Villa Marià. Sampietrini "alle urne" per decidere sul centro Sprar. Scelta democratica o demagogica?

Categoria: Attualità
Pubblicato Mercoledì, 16 Dicembre 2015 00:55
Scritto da Salvatore Pantano
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Sulla vertenza che riguarda Villa Marià e, in particolare sulla istituzione di un centro per richiedenti asilo (Sprar) all'interno della struttura, alla fine dovranno esprimersi i cittadini con un'apposita consultazione popolare. Nell’ultima seduta con otto voti favorevoli e un solo contrario (erano però ben sei gli assenti) il consesso civico ha deciso di indire una consultazione popolare, secondo quanto previsto dallo statuto  del Comune, che servirà a stabilire una volta per tutte se la comunità sampietrina è disposta ad accettare la realizzazione di un centro per richiedenti asilo sul proprio territorio.

La vicenda, ormai lunga e articolata, trae origine dal rinnovo della gestione di Villa Marià: l’attuale gestore già dall’autunno 2014 aveva annunciato di non volersi più occupare della struttura a meno che non gli fosse consentito di implementare un centro d’accoglienza (prima opzione un Cara, poi uno Sprar). Alla base, motivazioni economiche visto che la casa di riposo non riesce più a reggersi in piedi con i soli introiti degli assistiti.

In consiglio comunale i gruppi di opposizione hanno sempre rifiutato l’opzione Cara-Sprar mentre l’amministrazione comunale, tendenzialmente favorevole pur di salvare i posti di lavoro, ha più volte indetto delle gare per la sola gestione di Villa Marià che puntualmente sono andate tutte deserte. Nell’ultima seduta l’amministrazione Trovato aveva nuovamente presentato la proposta di partecipazione al nuovo bando Sprar (in scadenza il prossimo 14 gennaio) e l’individuazione di una nuova cooperativa con cui formulare il progetto e richiedere i finanziamenti. Dall’altro lato i gruppi Orgoglio e libertà e Progetto paese hanno rigettato la proposta e chiesto l’indizione di una consultazione popolare che dovrà svolgersi entro il prossimo 28 dicembre.

Secondo il consigliere Gian Luca Camuti «si tratta dell’unico modo efficace per coinvolgere davvero i sampietrini in una scelta importante. Adesso, dopo gli approfondimenti giurisprudenziali degli scorsi mesi, l'opzione Sprar sembra molto più fattibile. In ogni caso ognuno secondo propria coscienza potrà esprimere il suo voto a favore o contro. Sarà un impegno nostro sensibilizzare la cittadinanza sulla questione visto che ci sono in ballo anche 25 posti di lavoro».

Ancora da stabilire il regolamento (argomento che sarà discusso in consiglio questo venerdì) e intanto c’è già chi parla di una prassi da “scaricabarile”. In primis l’assessore-consigliere Taranto che ha sempre proposto l’opzione Sprar e ha espresso l’unico voto contrario alla consultazione: «Il consiglio dopo più di un anno non ha avuto il coraggio di prendere una decisione e alla fine ha partorito questa proposta della consultazione. Un'iniziativa questa che, vista anche la ristrettezza dei tempi, finirà per essere un grande pasticcio in cui, a mio avviso, prevarranno i sentimenti della demagogia più becera e la disinformazione mentre continuano ad essere in bilico tanti posti di lavoro e il benessere degli attuali assistiti della casa di riposo».

Dal fronte dei lavoratori parla uno degli attuali responsabili di Villa Marià (ancora gestita in proroga dalla Cooperativa Servizi Sociali), Armando Interdonato: «Ormai è arcinoto quale sia la nostra posizione sulla vicenda, da più di un anno ci aspettiamo un vera presa di posizione da parte del consiglio comunale e delle proposte serie che invece non sono mai arrivate. Adesso, con questa nuova trovata, i consiglieri si sono di fatto scrollati la responsabilità demandando ai cittadini. Dubito che in questi pochi giorni i sampietrini potranno comprendere bene le ragioni di un "sì" o un "no" allo Sprar».

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