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S. Piero Patti | Per l'8 marzo "Non mimose ma...". Gli eventi dell'associazione La Clessidra

Anche quest’anno l’associazione La Clessidra, per l’8 marzo propone l’iniziativa “Non mimose ma”, arrivata alla sua quinta edizione. Una serie di eventi per incontrarsi e riflettere sul ruolo nella donna non solo in relaziona alla sua fragilità che la rende spesso vittima di efferati femminicidi ma anche, e soprattutto, in relazione al suo essere forte, ricca di estro e capace di esprimersi in molteplici ruoli.

Si comincia nel pomeriggio dell’8 marzo, quando le ragazze della Proloco “Teresa Martino”, all’interno del progetto di Alternanza Scuola Lavoro, coordinato dalla prof. Narda, presenteranno, presso i locali del Centro antiviolenza No al silenzio di san Piero Patti le “Madri della Costituente”. Tra immagini e letture sarà possibile conoscere le donne di valore, coraggio e intelligenza che riuscirono a far capire agli uomini l'importanza di inserire le donne nei processi democratici, come elemento fondamentale di sviluppo per un popolo.

Si continua il 10 e l’11 marzo dalle 10.00 alle 21.00 In questi due giorni si svilupperà l’evento più significativo della settimana. Le artiste e gli artisti dell’Associazione Quintessenza, rappresentata da Catena Biagia Ballarino, daranno una nuova veste alle opere di alcune pittrici che nei secoli si sono distinte non solo nel mondo dell’arte ma anche perché hanno dato un contributo significativo al difficile cammino dei diritti civili.

L’ arte, si sa, è in grado di esprimere la realtà in maniera universale, superando ogni barriera culturale. Tuttavia, per molti secoli le donne artiste sono rimaste 'invisibili' fra le mura di casa o di un convento, dedite alle arti cosiddette minori quali il ricamo, la tessitura.

Nel corso dei secoli sono tante le battaglie e le difficoltà che le donne hanno dovuto affrontare per vedere riconosciuta anche a loro la dignità artistica. Il cammino verso l'emancipazione femminile non ha riguardato, infatti, soltanto la sfera dei diritti civili, ma anche il controverso universo delle arti figurative.  Solo a partire dal XVI secolo alcune pittrici sono riuscite a farsi conoscere al di là dei confini delle loro botteghe e si sono imposte all’attenzione di un pubblico, sempre più numeroso, di estimatori.

La dirompenza del linguaggio dell’arte ha avuto, nel corso della storia, il compito di riaffermare che eguaglianza non è sinonimo di uniformità, ma è il risultato di un atteggiamento armonioso nella visione e comprensione del mondo. E’ proprio partendo da queste considerazione, e volendo affermare un concetto positivo del rapporto tra i genere, che gli artisti dell’associazione, ispirandosi a quelle pittrici che, nel corso dei secoli, hanno saputo esprime con la forza dell’immagine la propria idea di essere donna, hanno realizzato ciascuno un’opera originaria che potrà essere ammirata nei luoghi più caratteristici del nostro centro storico.

Il percorso inizierà dal Casino di compagnia, in piazza Gorgone, e si concluderà presso il Centro Antiviolenza No al silenzio che, dal 2012, grazie al contributo di giovani volontarie, rappresenta un “luogo di transito” verso l’autonomia e la crescita delle molte donne che ancora