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Otto su quindici a chiudere il consiglio comunale. Logoramento e frizioni fredde tra i banchi.

Categoria: Politica
Pubblicato Martedì, 16 Settembre 2014 01:26
Scritto da Filippo Accordino
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Consiglio comunale ai minimi termini

È un consiglio comunale logoro e affaticato quello che si presenta dopo le cinque di stasera nella sala delle adunanze “Antonino Florio”. Assenti fin dall’inizio diversi consiglieri comunali, tra i quali Gulino e Taranto, superstiti del gruppo “Noi per San Piero Unito” rimasti a sostegno del sindaco Trovato. Ma la lunga serata vede allontanarsi nel corso dei lavori anche altri rappresentanti dell’elettorato sampietrino, nonché l’intera amministrazione che decide di abbandonare l'aula.
La seduta ha inizio con un dato ufficiale nella geografia politica di un consiglio comunale frammentato. Il nuovo gruppo formalizzatosi con il distaccamento dei consiglieri Ardiri, Schepisi, La Bella e Bongiovanni adesso ha un nome, “Orgoglio, impegno e libertà”. Quasi a ricordare tre caratteristiche forse ormai smarrite dalla politica sampietrina attiva, i quattro consiglieri eleggono il giovane Salvatore Bongiovanni come loro capogruppo.
Ma questa seduta è una continuazione di quella di una settimana fa, e in sette giorni ne sono cambiate di cose. Alla sinistra del Sindaco, nei posti riservati alla giunta, è Massimo Natoli a occupare il posto del revocato assessore Graziella Ardiri. Qualcuno avrebbe voglia di ascoltare comunicazioni ufficiali e relazioni sui cambiamenti di questa squadra da parte della giunta, ma il presidente del consiglio Schepisi si impone: è necessario prima di tutto discutere i punti all’ordine del giorno, i cittadini hanno bisogno di risposte e gli argomenti da trattare sono molti.
A fatica viene approvato il regolamento relativo alla TARI con gli emendamenti presentati da amministrazione e gruppo “Progetto Paese”, discussione condita da frizioni tra il sindaco e il presidente Schepisi per questioni di carattere tecnico sull’andamento dei lavori.
Segue l’analisi di quello relativo alla disciplina del pagamento dell’IMU. Anche qui la discussione avverte il logorio che si respira questa sera tra i banchi. Il consigliere Tricoli si allontana, colpevolizzando i colleghi di non riporre fiducia negli uffici comunali, che offrono i dati riguardanti le possibile variazioni di gettito nelle casse comunali generate da scelte su chi e come deve pagare la tassa. In particolare, si discute sulla possibilità di non far versare l’IMU sugli immobili dati in uso ai parenti fino al primo grado. Alla fine anche questo provvedimento è approvato all’unanimità
Si passa al piano per le alienazioni e le valorizzazione degli immobili di proprietà comunale. Si tratta di uno di quegli adempimenti consueti e previsti dalle normative, ogni anno proposti al civico consesso. Qui il consiglio comunale si mostra in un primo momento paziente, poi esorta l’amministrazione a fornire delucidazioni concrete. In che modo si pensa di valorizzare tutti i numerosi immobili inseriti in elenco? Qual è l’idea che possa consentire di mettere a frutto ciò che di inutilizzato possiede il comune? L’amministrazione non ritiene di dover fornire risposte precise, il consiglio pensa, quindi, di approvare solo in parte la proposta limitandola alle alienazioni. Segue una lunga pausa dei lavori, la seconda della serata, durante la quale il sindaco, gli assessori presenti e la consigliera Paladina decidono di abbandonare i banchi in modo definitivo per il resto della seduta. Il consiglio sembra ridotto ai minimi termini e visivamente scarno: solo otto i consiglieri rimasti a occupare i banchi. È tardi, sono passate oltre cinque ore dall’inizio ma soprattutto sembra poco sensato continuare a discutere di temi importanti senza la presenza dell’amministrazione, la sola in grado e in dovere di dare risposte ai quesiti sul proprio operato e di fornire delucidazioni. Il piano per le valorizzazioni e le alienazioni viene rinviato alla giunta per essere rivisto.

Anche altri punti, considerata l’ora tarda e l’assenza dell’amministrazione, sono rinviati a una successiva seduta. Si tratta del piano triennale delle opere pubbliche, degli ecopoint per la raccolta differenziata e della perimetrazione proposta per entrare nel parco dei Nebrodi. Temi concreti, insomma, che necessiterebbero di un consiglio comunale con ritrovati equilibrio e passione necessari a portare avanti il proprio lavoro. Sembra difficile parlarsi adesso, con tre gruppi che solo all’apparenza riescono a dialogare e un’amministrazione che ha perso oltre la metà dei consensi generali nel consiglio. È solo un brutto momento? Si riuscirà comunque a portare avanti un buon lavoro e a fare politica seria per il bene della collettività? Gli elementi per fare analisi forse ancora non ci sono tutti. Certo è che entro la fine dell’anno avremo una visione più chiara. Deve essere portato in consiglio il bilancio di previsione e anche la giunta ha da lavorare su parecchie questioni. Cosa ci riserva l’inizio del 2015? © RIPRODUZIONE RISERVATA